In una lista del PDL in Campania un candidato condannato in primo grado per concorso esterno in associazione camorristica. Altro che liste “pulite”!

Non è che la variazione di candidature all’ultimo momento, a rischio di invalidare la presentazione delle liste, è una malattia diffusa e cronica? Lo strano caso di Roberto Conte: qualcuno cerchi e faccia chiarezza.
Caldoro risponde alle polemiche: «Candidatura aggiunta in modo sleale. Non ho firmato la lista in cui compare»

MILANO – Nulla a che vedere con la lista in cui compare il nome di Roberto Conte. Il candidato del Pdl alla presidenza della Campania Stefano Caldoro risponde al fuoco amico, alle accuse e alle polemiche legale al nome del consigliere regionale uscente, condannato in primo grado per concorso esterno in associazione camorristica, e candidato nella lista “Alleanza di Popolo” in coalizione con il centrodestra.

«NOME INSERITO DI SOPPIATTO» – La candidatura, spiega Caldoro ospite di una videochat su Corriere.it (GUARDA), «è stata inserita nottetempo, in maniera sleale, a tradimento. Da parte mia non c’è stata nessuna firma alla lista nella quale si presenta Conte. Io ho firmato solo i contrassegni elettorali». Secca dunque la replica alla domanda di un ascoltatore, letta dal moderatore Lorenzo Fuccaro, in merito alle dichiarazioni del coordinatore regionale del Pdl Nicola Cosentino («La firma l’ha messa Caldoro»). «Cosentino – spiega il candidato presidente – ha detto bene che questo nome è stato inserito nottetempo, di soppiatto, in maniera sleale, dal presentatore della lista. Una candidatura fatta, ripeto, dal presentatore della lista. Era un nome che girava. Noi abbiamo detto che non l’avremmo accettata mai. Poi, abbiamo purtroppo un problema di controlli. All’ultimo secondo i candidati presidenti hanno solo la responsabilità di firmare dei moduli di accettazione che riguarda i contrassegni elettorali. La lista è stata modificata all’ultima ora con l’inserimento di un nome che noi avevamo bocciato». Era stata anche studiata, rivela Caldoro, «la possibilità di ritirare l’apparentamento ma questo la legge non lo prevede».

RAPPORTO CON I CASALESI – Un’altra domanda riguarda il rapporto tra politica e criminalità organizzata e in particolare l’accusa lanciata dallo sfidante del centrosinistra, Vincenzo De Luca, che parla di Casalesi al potere in Campania con una vittoria del candidato Pdl. «È stato un attacco che De Luca e Di Pietro hanno fatto all’inizio della campagna elettorale contro il coordinatore regionale del Pdl e il gruppo dirigente – dice Caldoro -. Cosentino, peraltro, ha fatto un passo indietro e non si è candidato alla presidenza della Regione». «Io – aggiunge – non uso gli stessi argomenti. Dico solo che il capogruppo Pd al Comune di Salerno ha denunciato De Luca di non aver controllato le infiltrazioni camorristiche dei Casalesi che hanno vinto degli appalti nel suo comune. E ha fatto anche denunce pubbliche al capo dello Stato, ed è intervenuto sulle prefetture. È un consigliere comunale loro, è dunque una questione tutta interna al Pd. Questo consigliere è passato all’Idv e comunque sta nella coalizione. Io dico che bisogna stare attenti. Usare la lotta alla camorra in termini strumentali è un errore».

(Tratto dal Corriere della Sera online)

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