In ricordo del piccolo Giuseppe Letizia

In ricordo del piccolo Giuseppe Letizia

Sebastiano Ardita 11 Marzo 2022

Pochi sanno chi sia Giuseppe Letizia, il pastorello 12enne che assistette per caso alla tortura e all’omicidio di Placido Rizzotto. La sera del 10 marzo 1948, Rizzotto fu sequestrato da Luciano Liggio, caricato sulla Fiat Millecento del boss, selvaggiamente malmenato e poi ucciso a colpi di pistola.
Il ragazzino vide la scena nascosto dietro un albero, tornò a casa turbato al punto che ebbe la febbre alta e cadde in un delirio in cui ripeteva ciò che aveva visto. I genitori decisero purtroppo di portarlo in ospedale dove prestava servizio il dottor Michele Navarra – che era anche il capo di cosa nostra e il mandante dell’omicidio Rizzotto – e che assistette a quel delirio.
In ospedale il bambino mori’ con diagnosi per “tossicosi”.
L’Unità e La Voce della Sicilia”, a marzo scrissero che “il ragazzo, atterrito e sconvolto, nonostante le cure prodigategli dai medici dottori Navarra e Dell’Aira sarebbe morto dopo pochi giorni per cause non accertate”.
Dopo pochi giorni, il 26 marzo 1948, la voce di Sicilia faceva notare la contraddizione tra la diagnosi formulata dal dott. Ignazio Dell’Aira, dove si parlava  di “tossicosi”, e la cura da lui prescritta al ragazzo a base di “Serenol”, che era un calmante e non un disintossicante. “Noi pensiamo che il dott. Dell’Aira potrebbe dare altri utili chiarimenti…”, affermava l’articolista.
Ma gli inquirenti trascurarono il fatto che il dott. Dell’Aira, “apparentemente senza alcun motivo, si affrettò a chiudere lo studio, salire su una nave e rifugiarsi in Australia”. 
L’impressione – scrive Dino Paternostro – fu quella che polizia e magistratura volessero chiudere tutto nel più breve tempo possibile, senza “disturbare” il capomafia don Michele Navarra e i suoi “picciotti”, a cominciare dal famigerato Luciano Liggio”. E ci riuscirono perché nessuno indagò più sulla morte di Giuseppe Letizia. E sulla tragica vicenda si spensero per sempre i riflettori”.
Ad oggi – senza un processo e una indagine – la storia, il cinema e la letteratura ci raccontano che il piccolo pastorello sarebbe ancora vivo  se “il padre e la madre avessero provato a curarlo a casa e non al pronto soccorso, per affidarlo al dottor Michele Navarra, che era il direttore dell’ospedale ma anche il capo della mafia corleonese”.

Tratto da: Facebook 

fonte:https://www.antimafiaduemila.com/home/mafie-news/309-topnews/88473-in-ricordo-del-piccolo-giuseppe-letizia.html

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