In provincia di Latina non si parla mai di Commissione di accesso nei Comuni dove ci sono situazioni sospette, come, pure, di interdittive nei confronti di imprese sospettate di legami con le mafie. Che fa la Prefettura?

Il clima di percezione di impunità esistente in provincia di Latina non agevola la lotta alle illegalità ed alle mafie.

L’ex Presidente del TAR Dr. Bianchi definì la provincia di Latina la patria dell’illegalità.

Una sorta di fucina della violazione delle leggi.

Le responsabilità delle istituzioni, soprattutto locali, a cominciare dalla Prefettura di Latina, che non hanno mai preso di petto le situazioni critiche ed hanno lasciato andare.

Ha tentato il Prefetto Frattasi, con i risultati che tutti conoscono.

Le responsabilità, poi, della politica, anche di quella cosiddetta pulita, che è rimasta sempre inerte di fronte ad episodi veramente scandalosi.

Ci sono stati casi come quello evidenziato a Formia dall’inchiesta “Formia Connection” che ha accertato il collegamento fra alcuni soggetti politici ed istituzionali, tutti vivi, vegeti e sistemati in posti di altissima responsabilità anche istituzionale, con individui appartenenti a famiglie camorristiche, oppure quello che ha riguardato il suicidio del segretario generale del Comune di Terracina o, ancora, quello del comune di Sabaudia dove un consigliere è indagato nell’ambito dell’inchiesta contro il clan Cava, che avrebbero dovuto dar vita ad accertamenti di natura amministrativa da parte della Prefettura di Latina e che, al contrario, sono caduti nel dimenticatoio.

Per non parlare del Comune di Minturno.

Una Prefettura accorta avrebbe quanto meno mandato delle Commissioni di accesso agli atti per accertare lo stato delle cose ed eventuali condizionamenti mafiosi.

Come, pure. se ci fossero stati dei partiti politici e dei parlamentari attenti e seriamente volenterosi di ristabilire in provincia di Latina un clima di legalità, avrebbero fatto pressioni sul Ministro dell’Interno per indurlo ad adottare i provvedimenti necessari.

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