In provincia di Latina la legalità è un optional. Aveva ragione l’ex Presidente del TAR Bianchi. A Terracina il giudice Fedele costretto a sbattere la porta. Ha fatto bene perché con questa gente non si va da nessuna parte

I SOLITI SCHEMATISMI IDEOLOGICI CHE PORTANO SEMPRE ALLA SCONFITTA. A TERRACINA IL GIUDICE FEDELE ABBANDONA IL CAMPO COSTRETTO DALLE LOGICHE PERVERSE DI UNA POLITICA VECCHIA ED ALLERGICA AL TEMA DELLA LEGALITA’

Abbiamo gioito quando abbiamo appreso della candidatura del giudice Eugenio Fedele alla prossime elezioni amministrative di Terracina.

Una città martoriata da anni di malgoverno contrassegnato da una fila interminabile di indagini, arresti, attentati, insediamenti mafiosi, suicidi eccellenti quali quello del Segretario generale del Comune.

Assediata dal fuoco, dagli scandali e dalle mafie.

Un sindaco come Fedele avrebbe rappresentato un segnale di discontinuità, di svolta.

Le sue battaglie, come giudice di pace prima a Terracina, poi a Fondi, terre entrambe di fuoco, a favore della Giustizia con la G maiuscola, contro il malaffare, le sue sentenze, lo hanno fatto classificare come un simbolo che le forze cosiddette progressiste avrebbero dovuto prendere come il proprio distintivo.

I soliti personalismi, le solite chiusure mentali, i soliti schematismi, hanno costretto il Dr. Fedele a sbattere la porta ed a mandare tutti alla malora.

Per Terracina si preannuncia, con il suo abbandono, una continuità di metodologie e di gestione che la farà precipitare nel baratro ancora di più di quanto non sia avvenuto finora.

Viene voglia di ripetere, con il regista Nanni Moretti:

“con questa classe dirigente non si va da nessuna parte”!

E’ capitato con Beppe Lumia in Sicilia, che volevano cacciare dalle candidature; è capitato a Lorenzo Diana in Campania, cacciato dalle liste; è capitato a Luisa Laurelli, cacciata anche essa dalla lista a Roma.

Tutte e tre persone impegnate sul fronte della lotta alle mafie ed a favore della legalità.

Ora è capitato a Fedele a Terracina, in provincia di Latina, un magistrato che aveva messo al primo posto del programma la difesa della legalità e la lotta alle mafie.

Parole, queste, di cui molti si riempiono la bocca.

A chiacchiere!!!

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