In provincia di Latina e nel Lazio mafie sempre più aggressive e violente. La necessità di una nuova antimafia, meno parole e DENUNCIA, DENUNCIA, DENUNCIA!!!

Nuovo assalto a “Libera” in provincia di Latina.

Questa volta ad essere presi di mira sono stati un computer ed alcuni documenti nella sede dell’associazione a Sabaudia.

Evidentemente i delinquenti cercavano documenti e nominativi.

Le mafie in provincia di Latina stanno diventando sempre più aggressive e violente.

Un segnale inquietante che deve servire a far prendere sempre più coscienza della pericolosità del fenomeno mafioso e, per altro verso, del livello di criminalità di quanti, fra gli esponenti politici pontini, si ostinano ancora a negarne, o, quanto meno, a minimizzarne l’esistenza.

A noi non preoccupa più di tanto l’ala militare delle mafie, quanto, soprattutto, quelle politica in primis e, poi, economica.

Per non parlare di tutta quell’area grigia di professionisti, ingegneri, commercialisti, notai, avvocati ecc. , che con le mafie fanno business, affari.

Abbiamo apprezzato il richiamo del Vescovo di Latina all’esigenza di una forte eticità nella vita politica pontina.

Un richiamo che il Vescovo ha rivolto anche negli anni scorsi, rimasto, però, sempre inascoltato finora e che, pertanto, dovrebbe essere forse ripetuto con più forza e determinazione con una denuncia forte del fenomeno criminale e delle collusioni con parti importanti della politica ed anche delle istituzioni, come spesso hanno fatto e fanno i Vescovi delle regioni del sud Italia.

Ormai la provincia di Latina, purtroppo, è sud a tutti gli effetti!

Qualche parola forte di condanna in più ci farebbe piacere che venisse anche dall’Arcivescovo di Gaeta, Diocesi dove, fatta eccezione per due-tre singoli parroci, il fenomeno del radicamento mafioso e delle collusioni fra mafia e politica non è stato finora preso nella dovuta considerazione.

Dicevamo dell’aggressività e della violenza delle mafie.

Queste da tempo hanno alzato il tiro nei confronti di tutti coloro che mostrano volontà di opporsi ad esse.

Non dimentichiamo, infatti, a parte gli attentati ai beni immobili, quelli alle persone: quelli a Bruno Fiore a Fondi, ad esempio, lasciato peraltro quasi solo a combattere, insieme a qualche altro consigliere nostro amico, una battaglia difficilissima e rischiosissima che gli sta costando anche sul piano professionale e personale.

La situazione delicata e seria che si è creata in provincia di Latina e non solo deve indurre tutti noi a una profonda riflessione sulle metodologie di contrasto delle mafie.

Le mafie vanno combattute, se vogliamo nutrire qualche speranza di successo, colpendola al cuore e non con proclami, commemorazioni, convegni e quant’altro.

Questi sono utili quando c’è un tessuto culturale, morale, sociale, politico ed istituzionale sano e capace di produrre gli anticorpi necessari, ma quando questo tessuto è lacerato irreversibilmente, come sembra essere quello di Latina e del Basso Lazio che pur nella sua parte sana almeno finora non ha mostrato di voler reagire, allora le parole sono inutili.

Le mafie, come giustamente ripete sempre il Procuratore Grasso, nel loro rapporto con la politica sono come il mare ed i pesci.

Non c’è l’uno se non ci sono gli altri.

Senza il sostegno della politica le mafie muoiono.

Come le Brigate Rosse.

Vanno sconfessati e colpiti i politici mafiosi.

Non si dica più che non si conoscono!

Una battaglia seria contro le mafie non può e non deve prescindere da questa esigenza.

Lo stiamo ripetendo da anni:

L’ANTIMAFIA SERIA E’ QUELLA DELLA DENUNCIA, CONTINUA, NOMI E COGNOMI, FATTA NELLE DOVUTE FORME E NELLE DOVUTE SEDI.

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