In provincia di Latina, dopo l’inquinamento del tessuto economico, si sta sfaldando quello politico. E questo è inquietante perché segna, fra l’altro, il fallimento delle classi dirigenti

A QUELLO GIA’ DI PER SE’ INQUIETANTE DELL’INQUINAMENTO DELL’ECONOMIA PONTINA, SI STA SOMMANDO LO SFILACCIAMENTO DEL TESSUTO POLITICO DELLA PROVINCIA DI LATINA. STANNO CROLLANDO TUTTI I PUNTI DI RIFERIMENTO DELLA COMUNITA’ PONTINA MENTRE LA CRIMINALITA’ ORGANIZZATA SI STA IMPOSSESSANDO SEMPRE PIU’ DEL TERRITORIO

Era quasi inevitabile! Anziché verso uno stato di catarsi invocato dalle persone perbene e tanto necessario di fronte ad un processo di imbarbarimento generale e di inquinamento degli ambienti, ci stiamo avviando rapidamente in provincia di Latina verso una catastrofe.

Con la mancata modernizzazione dei partiti politici, di destra come di sinistra, con il mancato svecchiamento di essi e con quello del mancato avvento di persone più preparate e sensibili ai problemi, vecchi e soprattutto nuovi, di una società in continua evoluzione, è iniziato un processo inquietante di vero e proprio loro sbriciolamento.

L’arroccamento delle loro classi dirigenti su posizioni di potere personale, il loro ripiegamento su posizioni di strenua difesa dell’esistente, con il conseguente abbandono dell’impegno a preoccuparsi del bene comune, ha determinato uno stato di inerzia che sta diventando sempre più preoccupante.

Lo stato dell’economia pontina sta sotto gli occhi di tutti. Le fabbriche chiudono, i lavoratori vengono licenziati, i giovani sono senza prospettiva alcuna, la corruzione dilaga, la criminalità dilaga, quella comune e, soprattutto, quella organizzata. Diminuiscono, così, tutti gli spazi di libertà e di civiltà. Stiamo assistendo ad un processo di vera e propria meridionalizzazione di questo territorio; non capiamo se per imbecillità, per ignoranza, per incapacità o, peggio, per scelta.

Le elezioni prossime e la formazione delle liste e dei programmi potevano e dovevano rappresentare un’occasione irripetibile per cambiare, per aprirsi alle dinamiche della nuova società, ai problemi generali delle nostre popolazioni.

Non è stato così, purtroppo. E, mentre vediamo nelle liste ufficiali dei partiti politici, nessuno escluso, di destra come di sinistra, le stesse facce di prima, vediamo, al contempo, il fiorire di liste di natura civica composte da persone, vecchie ma anche nuove, alle quali le nomenclature dei partiti medesimi non hanno voluto dare rappresentanza.

Non è compito nostro esprimere un giudizio politico perché noi ci occupiamo di altre cose.

Ma siamo fortemente preoccupati perché, con lo sfaldamento del tessuto politico, si perde ogni punto di riferimento, si rafforzano le caste ed i gruppi di potere, si perdono di vista i problemi di carattere generale e si dà il via ad un processo di sovvertimento dei valori e di prevalenza del particulare.

E’ lo spazio ideale per l’affermazione definitiva della mafie.

In provincia di Latina già da tempo era in corso un processo di inversione di ruoli. A fronte di un decadimento generale dei valori di democrazia e di civiltà (nessuno dimentichi le parole di fuoco del Dr. Bianchi, ex Presidente del TAR di Latina, ora Presidente di quello del Piemonte, andato via con indignazione dalla nostra terra. Il Dr. Bianchi è un magistrato ed una persona perbene), tutti si aspettavano un sussulto di orgoglio, una presa di coscienza della drammaticità della situazione generale pontina, un’inversione di tendenza, un segnale di reazione. Tutto è scivolato e scivola come olio sullo specchio. Senza provocare un dibattito, una denuncia forte, un allarme. Un silenzio incredibile. Anche da parte di chi è chiamato a svolgere un ruolo di opposizione, opposizione che francamente non abbiamo visto e non vediamo.

Bisogna avere il coraggio di dire la verità, soprattutto quando questa è scomoda: se in provincia di Latina non ci fosse stata “Latina Oggi” non sarebbe volata una foglia. E’ triste dirlo, ma è così e nessuno si azzardi a negarlo L’opposizione, se di opposizione ad un sistema di illegalità e di difesa di interessi talvolta anche oscuri vogliamo parlare, l’ha fatta da qualche anno ad oggi “Latina Oggi”, non chi avrebbe dovuto farla e non l’ha fatta.

Oggi vediamo la nascita di liste civiche, create da persone, anche valide alcune, messe fuori dalle oligarchie di destra e di sinistra. Che dire? Non possiamo e vogliamo andare oltre.

Non possiamo e vogliamo dire se la loro scelta sia stata giusta. Abbiamo detto all’inizio che era inevitabile e, sotto un certo aspetto, anche coraggiosa.

Chi si ribella ad un sistema –non vogliamo dire corrotto – ma che ci ha ridotto allo stato in cui ci troviamo, fa bene, di qualsiasi colore sia il suo vestito.

Non mi importa se il gatto sia bianco o nero; è importante che esso mangi il topo.

Quello che ci inquieta, però, nell’imbarbarimento della vita politica, è la prospettiva della caduta di ogni collante che tenga unita la gente che sarà chiamata a governare questo disgraziato territorio. Sarà un bene, sarà un male, non lo sappiamo: lo vedremo alla prova dei fatti. Certo è che il momento è pericoloso, per certi aspetti drammatico, mentre le mafie stanno entrando dappertutto, mentre molta gente continua a girarsi dall’altra parte e a far finta di niente. Incoscienti!

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