In galera il boss della Nuova Camorra Romana

Nuova Camorra Romana, si costituisce il boss

Giuseppe Molisso, in grado di gestire traffico e spaccio di droga

28 novembre, 20:01

di Luca Laviola

ROMA – A maggio era sfuggito all’arresto, mentre una quarantina dei suoi erano stati presi. Quasi sette mesi dopo si e’ presentato al carcere di Rebibbia. Giuseppe ‘Ciccio’ Molisso ha deciso di costituirsi, dopo che la sua banda era stata decimata nell’operazione ‘Orfeo’ del Raggruppamento operativo speciale (Ros) dei carabinieri di Roma. A 29 anni era gia’ da tempo considerato il capo della ‘nuova camorra romana’, un’organizzazione specializzata nel traffico di droga e che aspirava all’eredita’ di Michele Senese, catturato nel 2008 e legato ai clan napoletani Licciardi, Contini e Mazzarella. Molisso sara’ interrogato dai magistrati della Direzione distrettuale antimafia (Dda) della Capitale, ma per il momento nulla fa pensare che voglia collaborare con la giustizia, secondo quanto si apprende in ambienti investigativi. La banda era partita dai quartieri periferici nel sud-est di Roma: gli affiliati frequentavano a Cinecitta’ il bar ‘Orfeo Notte’, che diede il nome alla retata di maggio. Droga, ma anche scommesse clandestine, e metodi da gangster: omicidi, tentati omicidi, gambizzazioni, sequestri, violenza contro i rivali e i traditori. Molisso voleva estendere il suo dominio sull’intera citta’. ‘Pijamose (prendiamoci) tutta Roma, semo come la mafia”, diceva un componente della banda in una telefonata intercettata dal Ros. Ma intanto dovevano fare i conti anche con le lotte intestine. Non solo i metodi hanno suscitato il paragone con la Banda della Magliana di trent’anni fa. C’erano anche i soprannomi, come ‘Biscotto’, ‘Biondino’, ‘Pippetto’ e ‘Cinesino’. Un folklore criminale che non attenuava la ferocia. La ‘nuova camorra romana’ e’ sospettata di alcuni dei piu’ gravi fatti di sangue avvenuti a Roma nel 2011. Tra questi l’omicidio di Roberto Ceccarelli, l’imprenditore ucciso a colpi d’arma da fuoco nell’aprile scorso davanti al Teatro delle Vittorie, nel centrale quartiere Prati. Due uomini sono finiti in carcere per quel delitto, che potrebbe essere un regolamento di conti legato alla droga. L’operazione Orfeo, coordinata dal procuratore aggiunto di Roma Giancarlo Capaldo, aveva portato in carcere 38 persone per associazione a delinquere finalizzata al traffico internazionale di droga, tentato omicidio e sequestro di persona, con l’aggravante del metodo mafioso. Quarantatre’ furono gli indagati a piede libero. Nella sua relazione all’Antimafia del 28 settembre scorso il prefetto di Roma Giuseppe Pecoraro aveva detto che gli omicidi e i ferimenti erano dovuti, almeno in parte, ”al tentativo di gruppi emergenti di occupare spazi lasciati liberi dalla disarticolazione dei gruppi criminali piu’ importanti”. Il clan Senese, appunto. ”Non essendoci soggettivita’ criminali in grado di assumere un ruolo egemone – si legge nel documento -, i vuoti aperti vengono colmati da una nuova generazione di criminali, violenti, meno riflessivi, piu’ inclini all’esercizio della forza che alla mediazione”. Molisso e’ uno di loro.

Fonte: http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/cronaca/2011/11/28/visualizza_new.html_12998962.html

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