Importante convegno sulla presenza mafiosa promosso dai Parroci di Itri con la partecipazione del nostro Segretario Regionale

INTERVENTO DEL NOSTRO SEGRETARIO REGIONALE AL CONVEGNO INDETTO DALLE PARROCCHIE AD ITRI SUL TEMA “ AI CONFINI DELLA LEGALITA’”

Molto atteso, soprattutto dopo il ciclone scatenato dalle dichiarazioni del Ministro dell’Interno Maroni ieri nell’audizione sul “caso Fondi” davanti alla Commissione Parlamentare Antimafia, l’intervento che terrà domani SABATO 4 APRILE, alle ore 19, nell’Aula Polivalente di ITRI, sul tema “Ai confini della legalità”, il nostro Segretario Regionale.

Relatori a tale convegno saranno, appunto, il nostro segretario regionale Dr. Elvio Di Cesare ed il vicequestore dr. Cristiano Tatarelli, già capo della Squadra Mobile della Questura di Frosinone, attuale dirigente del Commissariato della Polizia di Stato di Formia.

Itri è una ridente ed antica cittadina collocata al centro di un’area “di fuoco” composta da centri importanti, quali sono Gaeta, Formia, Fondi, Sperlonga, un quadrilatero, questo, invaso da una decina di famiglie mafiose calabresi, campane e siciliane che dominano ormai i mercati dell’edilizia, del commercio e di altre attività economiche, con forti agganci con soggetti dei mondi della politica e delle istituzioni.

Il territorio di Itri è afflitto, in particolare, da un massiccio e dilagante fenomeno di cementificazione selvaggia ad opera di soggetti per lo più provenienti dalla Campania che si sono appropriati delle aree più prestigiose e ridenti, devastandole completamente.

Da parte delle istituzioni locali è mancata, purtroppo, un’azione efficace di contrasto.

L’unico presidio dello Stato che si è mostrato localmente efficiente è stato quello del Corpo Forestale dello Stato comandato ad Itri da un bravo Ispettore, Pannone.

In passato ci sono stati segnali inquietanti che avrebbero dovuto indurre le forze dell’ordine locali e gli amministratori pubblici ad accendere i riflettori per stroncare sul sorgere un fenomeno in continua crescita: colpi di arma da fuoco contro l’Assessore Mancini, l’incendio delle pratiche edilizie negli uffici comunali, la presenza nella cittadina di un soggetto legato al clan Mendico e di altra persona sospettata di essere legata ai Bardellino, la cattura nella vicina Sperlonga di personaggi importanti della camorra dello spessore di Carmine Argentato, braccio destro di Raffaele Cutolo e dell’avvocato Chianese legato ai Casalesi, assidui frequentatori della zona e così via.

Così non è stato, purtroppo, ed oggi la situazione è diventata veramente preoccupante in quanto, con l’occupazione del territorio e del suo tessuto economico, c’è da sperare che non ci siano stati finora fenomeni di contaminazione con segmenti della politica e delle istituzioni, com’è successo a Fondi… e non solo.

Il convegno di domani assume, quindi, un’importanza fondamentale in quanto esso servirà non solo a focalizzare l’attenzione dei cittadini su un fenomeno, quello mafioso, che molti tendono a non far emergere e, addirittura, a negarne l’esistenza, ma, soprattutto, a stimolare partiti politici, sindacati, associazioni e forze dell’ordine locali a passare dalla fase della denuncia generica a quella più puntuale del monitoraggio approfondito e della denuncia specifica di ogni insediamento anagrafico, investimento immobiliare, operazione di compravendita o finanziaria e quant’altro… “sospetti”.

L’iniziativa voluta dai Parroci di Itri e dai loro più diretti collaboratori è da apprezzare e da segnalare come altamente meritoria in quanto essa è stata assunta su un territorio in cui, eccetto qualche flebile e sporadico grido di allarme, nessuno finora si è mosso seriamente per bloccare l’avanzata massiccia delle mafie.

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