Il solito bla bla. Tanto fumo e niente arrosto!!!

ENNESIMO GRANDE BLUFF…
“Tutti sapevano dal 1994”.
Il numero delle confessioni, delle denunce, delle dichiarazioni sull’interramento dei fusti tossici si infittisce giorno dopo giorno.
Il grande merito di Carmine Schiavone è stato quello di aver aperto una grande breccia nel muro di omertà e di inerzia che c’è stato fino a qualche tempo fa.
Hanno parlato il Commissario di Polizia, il Maresciallo della Guardia di Finanza ed altri ancora.
Molti altri si aggiungeranno sicuramente all’elenco, eccetto, però, coloro che dovrebbero parlare e non parlano; coloro che dovrebbero fornire parecchie spiegazioni, rispondere a parecchie domande e che, invece, si sono eclissati, certi di un clima di impunità derivato da uno stato di responsabilità collettive e generali che mette tutti al sicuro.
Purtroppo.
La domanda che ci sta arrovellando il cervello da qualche mese è questa:
perché c’è qualcuno che ha tentato maldestramente di
mettere in discussione l’attendibilità di Carmine Schiavone
quando questa, invece, è attestata dai massimi organismi
giudiziari competenti, come la DNA e la DDA di Napoli?
E perché si sta tentando di trasferire ad altro incarico, fuori
dalla Campania, il Comandante provinciale di Napoli del
Corpo Forestale dello Stato, Generale Costa -uno dei
relatori al Convegno dell’Ass. Caponnetto di ottobre scorso
a Formia – che è l’ideatore di un nuovo sistema di
individuazione delle sostanze tossiche fino a profondità
mai raggiunte finora?
Tutto per non giungere all’accertamento delle verità?
E’ la sensazione che noi stiamo provando da tempo
perché vediamo che si sta facendo poco o
niente, come, d’altronde, è sempre stato fatto in questo
Paese e con queste classi dirigenti che stanno
consentendo la trasformazione di uno Stato di diritto in
uno stato del sopruso e delle mafie e… – diciamolo- di
disagio profondo ed anche di morte per tantissime
persone.
Peserà a vita sulle coscienze di quanti hanno partecipato –
consapevolmente od inconsapevolmente non conta – ad un
eccidio di massa, alla morte di interi territori e di intere
popolazioni.
Per aver partecipato, per aver taciuto anche se non hanno
partecipato direttamente, per aver lucrato alcuni, per aver
girato lo sguardo dall’altra parte, per aver insabbiato…
Schiavone ha addirittura fornito anche i numeri delle
targhe dei camion che hanno trasportato i rifiuti tossici.
Molti proprietari di questi sono di Itri, Formia e di altri
comuni del sud pontino e del frosinate.
Nessuno, ad oggi, li ha convocati per chiedere ad essi CHI ha
commissionato i viaggi e DOVE hanno trasportato i fusti
tossici.
Si dice anche che alcuni di questi hanno operato pure nel
porto di Gaeta, il porto dei tanti misteri.
D’altra parte è utile ricordare che lo stesso Schiavone
parlò a Latina, tantissimi anni fa, della presenza in terra
pontina di una trentina di “soldati” da lui pagati a 3 milioni
di lire al mese quando era cassiere del clan, “soldati” che
operavano al servizio dei Casalesi.
Anche in quel caso nessuno ha mai indagato per
individuare e catturare quei soggetti, alcuni dei quali
probabilmente sono ancora operativi ed in circolazione

Se tanto mi dà tanto, la guerra alle mafie è solo un bla
bla…
Per gli allocchi, ovviamente.

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