. il sindaco neoeletto Rino Pruiti:«Buccinasco è la Platì del Nord, in giunta un assessore all’antimafia»

Il Corriere della Sera, Martedì 4 luglio 2017

«Buccinasco è la Platì del Nord, in giunta un assessore all’antimafia»
Parla il sindaco neoeletto Rino Pruiti: saremo più incisivi, respingeremo gli interessi dei comitati d’affari

«Comprendo che ci sia una parte di cittadini che storce il naso quando sente parlare di ‘ndrangheta. Perché mi dicono “ma a me non hanno mai fatto niente”… Significa che dobbiamo essere ancora più incisivi, dobbiamo far comprendere che invece la mafia c’è, ed è viva».

E come avete intenzione di fare? 

«Queste persone vorrei portarle in via Guido Rossa, dove le cosche hanno sepolto terra inquinata e rifiuti. Eccola la mafia. Noi non abbasseremo il clamore, anzi lo alziamo».

Rino Pruiti, 54 anni, ex Verdi e Italia dei valori, oggi alla guida della lista civica di centrosinistra e sostenuto dal Pd, da una settimana è il nuovo sindaco di Buccinasco. La cittadina simbolo della presenza della ‘ndrangheta al Nord.

Rocco Papalia è stato dichiarato socialmente pericoloso.

«Papalia non è un personaggio dei fumetti, non ce lo siamo inventato noi».

Voi avete promosso la giornata delle lenzuola bianche per protestare contro il suo ritorno a Buccinasco. 

«La posizione su Rocco Papalia rimane quella. Continueremo a chiedere che questi boss non vengano a dimorare sul nostro territorio. Non mi piace il fatto che sia tornato a Buccinasco, ma la legge è questa. Ma non è vero che Papalia è un cittadino comune, perché ha fatto determinate cose. Dal nostro punto di vista saremo molto severi su questo fronte».

Volete cancellare l’immagine della Platì del Nord?

«Assolutamente, non cancelliamo niente. Noi siamo la Platì del Nord, accettiamo la nostra storia. Stiamo lavorando per farla diventare altro. Ma non cancelliamo niente, le cose sono accadute. Vanno affrontate. Per questo tra gli assessori ci sarà anche una delega all’antimafia».

A Buccinasco avete avuto qualche attrito con il mondo della cosiddetta antimafia. È curioso che nel comune che più ha fatto sull’educazione alla legalità ci sia una divisione su questo tema.

«Abbiamo continuato a lavorare. Buccinasco contro le mafie è una rassegna arrivata alla quinta edizione. Abbiamo fatto vedere da che parte stiamo quando qualcuno metteva in dubbio le nostre azioni. L’abbiamo fatto da soli».

Il giorno delle elezioni la fotografia della scheda votata pubblicata su Facebook dal consigliere Luigi Iocca ha fatto il giro d’Italia.

«Iocca ha grande esperienza politica. Per questo è ancora più grave quello che è successo. È stata fatta denuncia ai carabinieri. Spero che la magistratura vada a fondo».

Lei ha vinto per 310 voti.

«Anche voti moderati. La gente non si è fidata di inciuci e apparentamenti, facce e interessi sono sempre gli stessi. Le famiglie calabresi, legate alla criminalità organizzata hanno votato. Ed è inevitabile. Credo anche di sapere in quale direzione, perché alcune persone lo scrivevano tranquillamente sui social network…».

Contro Pruiti?

«Dicevano di volere il cambiamento. Abbiamo governato negli ultimi 5 anni con Giambattista Maiorano sindaco, e noi siamo la continuità».

La sicurezza è stata al centro della campagna elettorale.

«Non possiamo delegarla ai soli carabinieri, la polizia locale deve controllare gli esercizi commerciali, chiedendo conto di chi ci lavora e di chi ci trova».

Le inchieste dimostrano che il business resta l’edilizia e la possibilità di costruire. 

«Siamo stati i primi, nel 2004, a parlare di non consumo di suolo. La nostra posizione è chiara. Ci sono aree dismesse che vanno recuperate. C’è crisi, dobbiamo rendere conveniente la riqualificazione intervenendo sugli oneri urbanistici».

Ci sono comitati d’affari nel Sud Milano che riuniscono interessi politici trasversali e imprenditoria.

«Conosco bene questi comitati e i loro interessi. Ma sono fuori da noi. Quindi non ci possono condizionare».

Lei è stato tra i primi politici ad usare un blog (online dal 1999), una sorta di grillino ante litteram?

«Per carità, sono deluso da Grillo e dalla sua deriva. I 5 Stelle hanno sbagliato linea: non basta denunciare le buche nell’asfalto o il lampione spento. Servono proposte».

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