Il sindaco di destra di Formia non sottoscrive il Documento di Sessa contro l’istituzione del deposito di scorie nucleari del Garigliano

Era l’8 novembre 1987 quando gli italiani furono chiamati a votare il referendum sul nucleare. L’esito dello scrutinio non lasciò dubbi: l’80,6%dei votanti si espresse per concludere la stagione “radioattiva” nel nostro Paese.
Fu quella una delle più importanti vittorie del mondo ambientalista, che pose l’Italia all’avanguardia tra tutti i Paesi industrializzati. Si rinunciava una volta per tutte al più pericoloso tra i metodi per produrre energia elettrica, così come aveva dimostrato solo un anno prima il terribile incidente di Chernobyl.
Ad oltre venti anni di distanza da quel referendum, inaspettatamente lo spettro del nucleare è tornato improvvisamente di attualità.
Calpestando la volontà popolare , il governo Berlusconi, infatti, ci sta proponendo un ritorno all’energia nucleare e anche il nostro territorio purtroppo è toccato da questa scelta.
Ad essere interessati anche il nostro comune e quelli limitrofi che già a lungo e pesantemente hanno pagato le conseguenze della presenza di centrali nucleari nel territorio nei pressi del Garigliano e a Borgo Sabotino.
Il sito dell’ex centrale del Garigliano , peraltro, è stata individuata dal governo come possibile sede del deposito nazionale di scorie radioattive.
E , in linea con queste scellerate politiche governative, anche esponenti del centro destra pontino hanno il coraggio di esprimere pareri a favore del nucleare, ignorando quanto ha già subito la nostra provincia soprattutto in termini di salute e di qualità ambientale e sottovalutando evidentemente che a 20 anni dall’incidente di Chernobyl il nucleare non ha ancora risolto alcuno dei suoi problemi gravissimi di sicurezza. E’ cronaca di questi giorni, tanto per ricordarne una, la notizia appresa attraverso la stampa nazionale riguardo la pericolosità del nuovo reattore nucleare Epr ( European pressurized reactor) in costruzione in Francia.
Documenti interni alla EDF (società francese controllata dallo stato) evidenziano le preoccupazioni degli ingegneri della società stessa secondo i quali la fissione nucleare in questo tipo di reattore ,considerato finora tra i più sicuri, potrebbe diventare incontrollata fino a provocare incidenti gravi, se sottoposta a variazioni di potenza durante il suo funzionamento.
Riaprire al nucleare significa peraltro abbandonare qualsiasi investimento alternativo sullo sviluppo delle tecnologie pulite e dell’efficienza energetica.
Tale prospettiva ci spaventa e ci impone di intervenire politicamente.
Quanto accaduto nell’incontro tra i Sindaci del sud pontino riunitisi a Sessa in questi giorni sembrerebbe parlare molto chiaro sulle posizioni che sta assumendo in particolare il Comune di Formia.
Desta fortissime preoccupazioni la mancata sottoscrizione da parte di Formia del documento che invece molti altri Comuni hanno in quella sede siglato contro l’ipotesi di creazione del deposito di scorie all’interno del sito del Garigliano.
Perché – ci chiediamo in molti – su quel documento manca la firma del Sindaco di Formia?
Una scelta per noi grave che impone oltre alla legittima preoccupazione una presa di posizione netta in grado di arrestare questo pericoloso processo di riattivazione del nucleare nel paese e nel nostro comprensorio e di contrastare politicamente chi sceglie il nucleare addirittura come tema di campagna elettorale.
Nostro compito continua ad essere quello di ribadire con forza la contrarietà ad una politica che ripropone l’energia nucleare e a promuovere invece quella rinnovabile.
Nel Lazio, l’assessore di Sinistra Ecologia Libertà Zaratti ha investito in maniera consistente su queste fonti. Durante questi cinque anni di governo del centrosinistra, la Regione ha autorizzato 277 MW di produzione di energia da rinnovabili, 64 dei quali già in esercizio e 845 sono quelli attualmente in attesa di autorizzazione. Nei cinque anni di governo sono stati investiti 269 milioni di euro in questo settore, producendo innovazione, occupazione ed ecosviluppo.
Nel 2005 nella Regione Lazio era stato finanziato dal centrodestra 1 solo MW di produzione di energia da fonti rinnovabili.
E’ percorrendo la strada delle energie alternative che si costruisce il futuro, la sostenibilità, la qualità urbana del nostro territorio.

Maria Rita Manzo
Consigliera Comunale Formia
Sin Arc

(Tratto da Telefree)

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