Il significato del convegno a Gaeta del 4 giugno. Perché a Gaeta? Un convegno “altro” ed “alto”, con persone impegnate sul campo

IL SIGNIFICATO DEL CONVEGNO DEL 4 GIUGNO A GAETA NEL SALONE DELL’HOTEL “MIRASOLE”. UN INCONTRO “ALTRO” ED “ALTO”

Stiamo raccogliendo le ultime adesioni.

Possiamo dire con orgoglio sin da ora che tale convegno rappresenterà, per la qualità ed il numero degli attori, una vera e propria svolta nel modo di fare antimafia nel Lazio.

Almeno, secondo le nostre intenzioni.

Non possiamo, per ovvie ragioni, svelare, per ora, i nomi di coloro che interverranno, ma una cosa è certa:

essi saranno molto, molto qualificati.

Magistrati soprattutto, ma di quelli impegnati in prima linea nella lotta contro le mafie, e, poi, giornalisti, parlamentari della Commissione Parlamentare Antimafia, rappresentanti delle forze dell’ordine.

Uomini, insomma, che della lotta alla mafie ne hanno fatto una ragione di vita; persone che operano sul campo.

Tutti i giorni e non solo quando capita.

Lo stiamo sostenendo da anni:

per essere efficaci e significativi vogliamo essere un soggetto “altro” ed “alto”; non dobbiamo e non vogliamo fare un’antimafia parolaia. E non l’abbiamo mai fatta.

Quella del “giorno dopo”, che si limita a… “raccontare” la mafia.

Quando questa si è già insediata sul territorio, nell’economia, nella politica, nelle istituzioni.

Vogliamo affrontarla “prima”, lavorando in sinergia con quei magistrati e quella parte delle forze dell’ordine impegnati effettivamente nell’azione di contrasto della criminalità organizzata, aiutandoli per quanto ci è possibile, incoraggiandoli, stimolandoli a fare sempre di più.

Ammesso che ce ne sia bisogno.

Vogliamo essere attivi e non dei parassiti che in nome dell’antimafia vogliono calcare il palcoscenico, per ragioni politiche o di altro tipo.

E proprio per questo siamo molto attenti anche nella selezione delle persone che si avvicinano alla nostra Associazione.

Niente politica partitica e niente finanziamenti pubblici!

La mafia è un cancro serio e per combatterla servono persone serie.

Che credono veramente nell’antimafia e che vogliono farla seriamente.

Questo abbiamo voluto essere e questo siamo e saremo.

Punto.

L’incontro di Gaeta vuole essere l’incontro fra persone serie, impegnate seriamente, che vogliono discutere sulla gravità della situazione esistente nella nostra regione e nel Paese e sul “ modo” di far fronte ad essa.

Con una legislazione carente e che ti consente sempre meno di contrastare efficacemente le mafie, con una classe politica per lo più assente e spesso in parte corrotta e collusa, con le istituzioni in cui spesso si annidano sacche di inefficienze se non di collusione, con ritardi inquietanti sul piano della “lettura” della mafie che oggi moltissimi continuano a ritenere di affrontare con un’ottica da “ordine pubblico” quando, al contrario, esse rappresentano la PRIMA IMPRESA del nostro Paese.

Questo è il quadro di fronte al quale ci troviamo ad operare.

Ecco perché, di fronte ad un fenomeno che sta minando le basi stesse della democrazia vanificando i sacrifici e le lotte dei tanti nostri padri e fratelli che ci hanno rimesso la vita per dare al Paese ed a noi tutti condizioni di vita civile e democratica, non possiamo e non dobbiamo limitarci alle parole, alle chiacchiere, che non servono a niente.

Bisogna, al contrario, sforzarsi di individuare, collaborando con la magistratura e con le forze dell’ordine che non vanno lasciate sole, e denunciare tutti quei tentativi di insediamenti anagrafici, di investimenti economici sospetti sul nostro territorio, di decisioni amministrative e politiche (approvazione di strumenti urbanistici, varianti di destinazione di uso ecc. ) che possono inquinare e sconvolgere, come purtroppo sta sempre più avvenendo, l’intero impianto economico, sociale, culturale, politico ed istituzionale.

Sono 7 anni ormai che la nostra Associazione è nata e sta operando e, pur con tanti sacrifici, rischi ed impedimenti di ogni tipo, possiamo dire con orgoglio che ci siamo affermati e che il livello di credibilità, di stima e di rispetto di cui godiamo è altissimo.

Ai livelli che contano.

Degli ambienti e delle persone seri, ovviamente!

Che sono, poi, quelli che ci interessano.

Qualcuno sa, in tali ambienti, che noi non siamo annoverabili fra quelli che fanno chiacchiere e, pur con tutte le limitazioni che ci derivano dalla nostra natura, ci siamo sempre sforzati di essere efficaci, producendo atti e non parole.

Il convegno a Gaeta del 4 giugno.

Perché a Gaeta e nell’Albergo “Mirasole”?

La risposta è nelle cronache.

Per chi legge, ovviamente, la stampa seria, che parla di queste cose in maniera completa e corretta.

Gaeta è al centro di un territorio (il sud pontino, che comprende comuni come Terracina, Monte San Biagio, Fondi, Itri, Sperlonga, Formia, Minturno, Spigno Saturnia, Castelforte, San Cosma e Damiano ecc. Poi, vicine, ci sono Sabaudia e San Felice Circeo…) dove le mafie sono fortemente radicate.

E dove ci sono condizionamenti anche sulla politica (vedi casi “Damasco” di Fondi, “Formia Connection” di Formia ecc.).

Ci sono tutti i clan, le ‘ndrine. le cosche, italiani e stranieri.

C’è pure l’ex banda della Magliana.

Abbiamo attenzionato e stiamo attenzionando in continuazione l’Alto Lazio (Civitavecchia, Tarquinia, il viterbese) e qualcuno sa quanto abbiamo fatto e stiamo facendo.

Ora è necessario che facciamo altrettanto nel Basso Lazio, territorio, peraltro, dove stiamo completando un importante lavoro, i cui risultati, com’è nostro costume, offriremo, poi, a chi di competenza.

Ecco perché l’incontro a Gaeta, un incontro – ci teniamo a sottolinearlo – che vuole essere “altro” ed “alto”.

E che tale sarà.

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