Il significato del 25 aprile. Perché ricordare?

Il 25 aprile ricorre la festa della liberazione dal regime nazifascista e l’inizio di un cammino che portò alla nascita del Paese democratico in cui viviamo.

Per questo, dobbiamo ringraziare tutti gli uomini e le donne che appoggiando le truppe degli alleati e a discapito della propria vita, lottarono per garantire alle nuove generazioni, un’Italia libera e democratica.

Si dice che bisogna imparare dagli errori del passato, ma è anche tristemente vero, che il trascorrere del tempo avvolge tutte le vicende umane di una triste nebbiolina che rende i ricordi meno chiari, ed è in quel momento che s’insinuano i fantasmi del passato e sotto mentite spoglie, modificano i fatti e portano la gente a dimenticare.

Non è un caso che in questi anni la destra sia tornata alla ribalta e che esponenti politici, dichiaratamente fascisti, siedano ai piani alti della politica italiana e facciano passare la resistenza come qualcosa che è meglio dimenticare, magari, cominciando ad eliminare i fatti della storia dai programmi scolastici.

Dovrebbero ricordarsi, che quello che hanno oggi, è il frutto dell’impegno di persone che non ci hanno pensato due volte a sacrificarsi in nome della libertà. Le stesse persone che vorrebbero dimenticare, perché scomode al loro credo.

Io non voglio dimenticare…

Voglio ricordare e ringraziare partigiani e non, che con la resistenza mi hanno permesso di vivere in un Paese in cui la libertà dell’individuo è garantita.

Voglio ricordare l’orrore che ha avvolto il mondo per causa dell’ideologia malata del nazifascismo.

E voglio ricordare come sono andati i fatti, per non commettere gli stessi errori in futuro.

In onore dei combattenti della resistenza, ho scelto un componimento di Atto Vannucci, che esprime bene il concetto di sacrificio e speranza per il futuro:

I Martiri della Libertà

I frutti della libertà, di cui ora godiamo,
furono coltivati sul nostro suolo con lunghi e mortali dolori.
Non vi è un paese straniero che non fosse pieno dei nostri esuli,
che non sedesse Italiani accorrenti a combattere per i diritti dei popoli
In Italia non vi è carcere non santificato
dei patimenti degli uomini più generosi;
non vi è palmo di terreno non bagnato dal sangue
dei martiri della libertà.
I nostri in ogni tempo protestarono morendo,
contro la tirannide che opprimeva la Patria
e spirarono fermamente convinti
che il loro sangue sarebbe stato fecondo
di libera vita ai futuri

Atto Vannucci

Archivi