Il Sen.Claudio Moscardelli superstar dell’antimafia……………….

Dopo l’ex senatore Lorenzo Diana,finito ,come si sa,sotto i riflettori della DDA napoletana,indagato per  reati di natura mafiosa,il quale, spesso chiamato da taluni,scorazzava per la provincia di Latina come un’icona dell’antimafia,é ora il suo collega di partito ad aver improvvisamente assunto il suo ruolo di supereroe della lotta alle mafie.Entrambi PD ed entrambi  componenti  di Commissioni Parlamentari antimafia,il primo addirittura come vice presidente,un parterre eccellente.
Sulla sua pagina Facebook il senatore Moscardelli ha scritto una nota che  sembra una di quelle scritte sul sito web dell’Associazione Caponnetto per la sua durezza e,diciamolo,per la sua concretezza ,anche se in parte.
La riportiamo integralmente,così com’é,ad evitare che qualcuno ci accusi di aver travisato il suo pensiero.
Eccola:

Il radicamento della criminalità organizzata a Latina e’ un elemento che condiziona l’economia, la politica e il tessuto sociale in generale. Occorre alzare il livello di attenzione per sostenere un’azione di contrasto e di repressione capaci di dare il segno del cambiamento a Latina. Altri territori della provincia a partire dal litorale e dal sud pontino debbono essere attenzionati ma Latina rappresenta un centro di intreccio criminale che ha potuto prosperare indisturbato e lontano dai riflettori grazie alla completa disattenzione nel passato da parte delle forze dell’ordine poste in condizioni di non essere efficaci dopo la partenza di Niccolò D’Angelo e grazie alle coperture politiche che hanno reso possibile la sterilizzazione del contrasto da parte dello Stato. Come nascono carriere fulminee? Chi ha introdotto certi personaggi in cambio di cosa? Troppo potenti e senza remore hanno agito indisturbati complici le rassicurazioni statistiche su Latina sempre prodotte nei tempi giusti. La capacità di corruzione del contesto sociale, economico e politico e’ cresciuta a dismisura, la forza e’ stata ostentata e senza timore si sono potuti lanciate segnali inequivoci come inviare proiettili o minacciare magistrati e forze dell’ordine. Cosa serve perché a Latina saltino le coperture e la lotta alla criminalità acquisti contorni di realtà con nomi e ruoli ? Servono rappresentanti istituzionali e Forze dell’ordine determinati e incoraggiati e sostenuti dalla politica che vuole impegnarsi a loro fianco. Il Prefetto, il Questore e i vertici delle forze dell’ordine oggi hanno determinazione e coraggio e vanno sostenuti pienamente .”

Ci ha colpito ,in particolare,quella sua affermazione  relativa all’inadeguatezza dell’apparato investigativo della provincia di Latina,un’affermazione che,ripetiamo,sembra tratta dalle centinaia di analisi che noi andiamo facendo da anni.Parlando della provincia  di Latina egli ,infatti,la disegna come “un centro di intreccio criminale che ha potuto prosperare indisturbato e lontano dai riflettori grazie alla completa disattenzione  nel passato da parte delle forze dell’ordine poste in condizioni di non essere efficaci dopo la partenza di Niccolò D’Angelo e grazie alle coperture politiche  che hanno reso possibile  la  sterilizzazione  del contrasto da parte dello Stato”.  Disattenzione prima di D’Angelo ed  inefficacia dopo D’Angelo.

Un’accusa,questa,pesante alle forze dell’ordine che noi dell’associazione Caponnetto facciamo da sempre,mentre lui – il senatore- la circoscrive al periodo “dopo la partenza di Niccolò D’Angelo”.

Bene così;saranno i questori Intini e De Matteis,oltre ai vari comandanti della Guardia di Finanza e del Carabinieri,a dover fornire o meno,i dati  a supporto o a contestazione dell’implicita accusa che il senatore Moscardelli ha loro rivolto.

Problema che dovranno porsi e che sicuramente si porranno.

Il problema che,invece,interessa a noi in questo momento é quello che riguarda le responsabilità dei Prefetti e dei Procuratori della Repubblica,non nominati dal sen.Moscardelli e che pur  rappresentano la testa e non la coda degli apparati statuali della legalità e della Giustizia in provincia di Latina ed altrove.

Ci é stato raccontato da un protagonista dell’epoca – e non da un usciere – che,in preparazione del famoso processo  Spartacus,furono convocati tutti i comandanti delle forze dell’ordine ai quali fu chiesto di cominciare ad indagare su tutto quanto ,poi,é stata materia dell’evento che ha portato ai numerosi ergastoli dei capi dei Casalesi.Alcuni avrebbero risposto,come talvolta é capitato anche in provincia di Latina e tuttora avviene,che …………..non c’era camorra……..!!!!!!!!!………..

La controrisposta,netta e chiara,fu:” voglio questo e quello”.Nel giro di un paio di mesi  arrivarono sulle scrivanie montagne di  informative che,poi,portarono al processo ed agli ergastoli.

Non prendiamocela con la coda che é sempre un facile bersaglio,tenuto anche conto del fatto che un Questore o un colonnello,un maggiore,un capitano non possono mettersi a polemizzare ed a rispondere per le rime alle accuse che,anzicché ad essi,andrebbero rivolte più in alto.

La provincia di Latina ha avuto “nel passato” Prefetti-  eccetto  Bruno Frattasi che é stato subito trasferito nel silenzio e nell’indifferenza del PD e di tutti i cosiddetti “oppositori” dell’epoca- e Procuratori che sostenevano che…….non c’é mafia.

Noi dell’Associazione Caponnetto non siamo mai stati teneri nei confronti dei vertici locali e provinciali delle forze dell’ordine e perciò siamo sempre stati visti come il fumo negli occhi.

Li accusiamo di non far fare  indagini  efficaci contro le organizzazioni criminali,quelle soprattutto patrimoniali,di mandare poche informative alle DDA; diciamo che ogni operazione importante che si fa in una provincia devastata dalle mafie  vede come autori corpi che vengono da fuori,dalla DIA,alle Squadre Mobili di altre province,al GICO,allo SCO,al ROS e così via.Tutti da fuori!!!!!!

Ma si é mai domandato il Sen.Moscardelli CHI manda a Latina i comandanti ed i questori ( e mettiamoci i Prefetti in testa a tutti) che lui critica,mentre a Frosinone vengono assegnati Comandanti dei livelli di un Colonnello Salato,di un Colonnello Menga,di un Colonnello Piccinini?

E si é mai domandato il perché dalla Prefettura di Latina partono zero o giù di lì interdittive antimafia  e non si fa quella prevenzione antimafia che per legge é affidata ai Prefetti,i quali,peraltro,sono coloro che presiedono i Comitati Provinciali per la sicurezza e l’ordine pubblico,l’organismo che fissa le priorità e dà le direttive ??????

E si é,ancora,mai domandato perché non si é mai sentito dire,netto e chiaro, un”voglio questo e quello”?

Allora,come si vede,caro Sen.Moscardelli,il discorso é molto più delicato e complesso di quello che tu fai e le responsabilità sono ben più alte,al livello centrale e governativo.

Quello che ci disturba é il tuo silenzio sulle vere responsabilità,responsabilità che sono tutte del tuo Partito in quanto é questo che sta al governo e può,quindi,fare quello che andrebbe fatto.

Infine –lo faccio senza acrimonia e con lo spirito di un vecchio amico- scusami se faccio un riferimento alla tua persona:

tu,oltre che stare nel partito che sta al governo,sei anche membro della Commissione Parlamentare Antimafia ed hai,pertanto,la veste ed il ruolo per poter intervenire e risolvere direttamente questi problemi,senza la cui soluzione é inutile parlare di lotta alle mafie in provincia di Latina.

Nelle scuole si studia la storia,quella  elaborata dai regimi che al momento dominano;ma c’é un’altra storia,quella vera ed obiettiva,basata sulla realtà,che non é quella che viene insegnata.

Ebbene,dati alla mano,la vera storia della mafia in provincia di Latina – e non solo- se vuoi,possiamo raccontartela noi della Caponnetto che giornalmente indaghiamo ed acquisiamo sempre elementi nuovi.

E potremmo dirti,senza tema di essere smentiti,che la mafia in provincia di Latina non solo non é stata debellata,come alcuni  raccontano ,ma é diventata e diventa sempre più potente.

Ed allora,anzicché scrivere su Facebook,fai quello che é necessario fare per combattere le mafie in quanto ne hai la veste e  tutte le possibilità e l’autorevolezza.

 

Archivi