Il ruolo di un’Associazione antimafia come la nostra.

Lo ripeteremo all’infinito, in maniera assillante, come un ritornello:

a noi non interessa andare in giro a raccontare le storielle, la storia della mafia, come si è formata, come si è radicata e come si è evoluta.

Questo compito, lodevolissimo, apprezzabile ed anche utile per carità, lo lasciamo agli storici, ai sociologi ed agli economisti.

Un’Associazione antimafia seria deve fare altre cose.

Essa deve individuare nelle loro tane i mafiosi, farli uscire e, possibilmente, farli arrestare.

Punto.

Soprattutto nei partiti politici, nelle istituzioni, fra i professionisti, fra i cittadini.

Perché la mafia più insidiosa è quella dei cosiddetti “colletti bianchi”, quella che si annida nelle professioni, nei partiti, nelle istituzioni.

Denunciando collusioni, comportamenti ambigui, aree grigie, omissioni, inefficienze, distrazioni.

Che sono tanti, tantissimi.

Quando noi attacchiamo singoli soggetti delle forze dell’ordine, anche qualche magistrato e, come stiamo facendo in questi giorni, prefetti, lo facciamo con spirito costruttivo, con il fine di migliorare l’efficienza delle istituzioni.

Noi siamo e saremo sempre dalla parte dello Stato di diritto e vogliamo che questo sia tale non solo sulla carta.

Oggi il “problema mafie” dovrebbe essere il primo problema che un governo e delle istituzioni seri dovrebbero affrontare.

Le mafie terrorizzano la gente, l’assoggettano, inquinano l’economia e la società.

Un cancro che uccide il Paese.

Non c’è crescita, non c’è sviluppo in assenza della legalità.

Ecco perché noi chiediamo con insistenza a tutti coloro che vogliono venire nella nostra Associazione di essere “sentinelle” sui propri territori.

“Sentinelle” che ci segnalino ogni fatto, ogni avvenimento, ogni comportamento, strani, sospetti.

Bisogna impedire che i mafiosi si insedino sui territori, bisogna intervenire PRIMA che ciò avvenga, non dopo, quando ormai è avvenuto.

E’ uno sforzo che chiediamo a tutte le persone perbene, a tutti i cittadini onesti ed anche a quegli esponenti politici che vogliono mantenersi fedeli all’impegno da loro assunto con gli elettori:

quello di servire il popolo e non servirsi del mandato ricevuto per sporchi affari personali.

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