Il recupero di efficienza delle forze dell’ordine e del sistema giudiziario in provincia di Latina. Non vogliamo più sentir parlare di numeri, ma di qualità

PERCHE’ IN PROVINCIA DI LATINA CI SONO SITUAZIONI CHE NON VENGONO RESE NOTE? C’E’ UN’ESIGENZA DI RECUPERO DI EFFICIENZA DA PARTE DELLE FORZE DELL’ORDINE, UN PROBLEMA SCONOSCIUTO AI PIU’ E MAI RISOLTO. VOGLIAMO RISOLVERE QUESTO PROBLEMA UNA VOLTA PER TUTTE?

Si tratta di un problema scottante venuto timidamente alla luce quando i magistrati della DDA di Roma Diana De Martino e Francesco Curcio, impegnati nelle inchieste Damasco su Fondi, rilevarono:

“Nella stragrande maggioranza dei casi si è proceduto, da parte delle diverse autorità giudiziarie di questo distretto, rubricando la massa dei fatti oggetto d’indagine, in realtà di stampo mafioso, in fatti di criminalità comune”.

Un atto di accusa gravissimo che ci pone di fronte ad un quadro inquietante, con responsabilità, almeno oggettive, che andrebbero individuate una per una e perseguite.

Un quadro inquietante che, se analizzato a fondo, sulle sue origini, mette impietosamente a nudo una fragilità dell’impianto, oltreché giudiziario, soprattutto investigativo, non più tollerabile.

I giudici giudicano e decidono sulla base della carte che arrivano sulle loro scrivanie.

Già, le “carte”.

Il nodo è in gran parte qua, oltre che sulla capacità che essi manifestano o meno nel saperle o volerle “ leggere”.

E ritorniamo al discorso della… ”qualità” delle indagini che noi stiamo affrontando da anni e che nessuno, a quanto pare, sa –o vuole- fare.

Siamo stufi di sentire da vari palcoscenici che… è necessario… rafforzare gli organici, che gli uomini sono pochi…

Sono giustificazioni che nascondono una realtà completamente diversa.

Non è una questione numerica, quanto, soprattutto, QUALITATIVA.

A Frosinone sono bastati un Colonnello e qualche altro Ufficiale per rimettere in moto alla grande una macchina-quella della Guardia di Finanza –che sembrava da tempo arrugginita.

Un Colonnello, un Capitano e qualche altro, due-tre persone.

Brave, capaci, con gli attributi e con un curriculum alle spalle da mettere paura.

, tanto per restare fermi alla Guardia di Finanza, noi abbiamo Colonnelli e Capitani inchiodati alle loro scrivanie negli uffici di “gestione del personale” del Centro Navale e ad altri incarichi amministrativi e non operativi.

Deprofessionalizzati, ovviamente, sul piano operativo, mentre, se recuperati a compiti più attivi ed utili all’intera collettività e non solo al Corpo, sarebbero anche esaltati nella loro personalità, oltreché nella loro carriera.

Situazioni assurde che si sommano ad altre assurdità, come quelle, tanto per citare un esempio, che riguardano la scelta del personale addetto alle intercettazioni costituito talvolta da semplici agenti e non da ufficiali di PG…

Tutto ciò, mentre il Gruppo viene comandato da un Capitano e non da un Maggiore, la Compagnia di Fondi da un Tenente e non da un Capitano ecc. ecc.

Centinaia di uomini che potrebbero essere resi operativi ai fini di compiti più proficui in una provincia, com’è quella di Latina, invasa dalle mafie che sono entrate persino nel Palazzo, come hanno dimostrato i fatti di Fondi, di Formia, di Sabaudia e via dicendo.

Fermiamoci qua.

Per ora.

Perché questo è un problema che va risolto, come quelli che riguardano la necessità di istituire la centrale unica operativa, il coordinamento fra le forze di polizia, la stazione unica appaltante, un coordinamento fra DDA e Procura territoriale e così via.

E’ su questi temi che si fa la credibilità o meno di una classe dirigente politica ed amministrativa.

Tutto il resto è bla bla.

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