Il reato di “voto di scambio” e l’inchiesta archiviata a Latina “Formia Connection”‏.

Se non c’è la prova che il voto sia stato compensato non c’è reato penale.

Anche se il voto sia stato chiesto da un politico ad un appartenente a famiglia mafiosa!

Come se questa fosse una sorta di istituto di beneficenza abituata a dare i voti senza ottenere una contropartita!

Il cosiddetto reato di “voto di scambio”.

Così si agisce in Italia (no, pardon, in provincia di Latina, nella quale sembra che viga un sistema paragonabile a quello di una Repubblica a se stante, solo geograficamente collocata nel nostro Paese).

La “ Formia Connection”, inchiesta archiviata nella parte che riguarda appunto il “voto di scambio”, pur essendo state intercettate dalla Polizia di Stato telefonate alquanto compromettenti per taluni esponenti politici locali.

Né è stata conferita la delega alla stessa Polizia di Stato per approfondire le indagini e raccogliere eventuali prove di effettivo “scambio”: tu mi dai i voti ed io ti faccio avere questa licenza, questa concessione edilizia, questa variante, il passaporto o quant’altro.

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