IL “RE DELL’EOLICO” E IL PORTO DI GAETA

PER TRE ANNI IL “RE DELL’EOLICO”,COME VENIVA CHIAMATO NICASTRI, UNO DEI FINANZIATORI DI MATTIA MESSINA DENARO,TRAMITE IL PORTO DI GAETA, HA INONDATO DI PALE EOLICHE MEZZA ITALIA.ANCORA UNA VOLTA IL PORTO DI GAETA,IL PORTO DOVE E’ PASSATO DI TUTTO.

Vito Nicastri condannato a 9 anni: ”Ha finanziato la latitanza di Messina Denaro”

Era accusato di concorso esterno in associazione mafiosa insieme al fratello

01 Ottobre 2019

di Davide de Bari

Il “re dell’eolico” Vito Nicastri è stato condannato dal Gup a nove anni di reclusione, in abbreviato, per il reato di concorso esterno in associazione mafiosa. Secondo i magistrati sarebbe stato uno dei finanziatori della latitanza del superlatitante di Castelvetrano Matteo Messina Denaro. Oltre a lui, è stato condannato anche suo fratello Roberto sempre a nove anni per lo stesso reato.
Il pm
 Paolo Guido aveva chiesto per l’imprenditore trapanese la pena a 12 anni di carcere. Nicastri è anche socio in affari con Paolo Franco Arata, ex consulente delle politiche energetiche della Lega. Infatti, un’altra inchiesta vede al centro le imprese di Nicastri e Arata. Inoltre, l’ex deputato è anche indagato nell’inchiesta dove è anche coinvolto l’ex sottosegretario Armando Siri. Il procedimento era stato istruito dalla Dda di Palermo, che indaga Nicastri in un secondo fascicolo in cui è coinvolto anche Arata, accusato di trasferimento fraudolento di beni con l’aggravante del metodo mafioso. Secondo le indagini della Direzione investigativa antimafia “sono stati acquisiti elementi di prova circa l’esistenza di un reticolo di società, tutte operanti nel mercato delle energie rinnovabili, facenti capo solo formalmente alla famiglia Arata (oltre a Paolo, anche al figlio Francesco ed alla moglie Alessandra Rollino), ma di fatto partecipate occultamente da Vito Nicastri, vero regista delle strategie imprenditoriali, considerato dal medesimo Paolo Arata ‘la persona più brava dell’Eolico in Italia”’. Inoltre, all’interno delle motivazioni del Tribunale di Riesame, che aveva confermato gli arresti domiciliari per il dirigente della Regione Sicilia Alberto Tinnirello, coinvolto all’interno dell’inchiesta, i giudici hanno parlato di “pervasività del pericolo connesso al mercimonio dell’intera funzione al servizio dei corruttori”, ovvero Nicastri considerato il “signore del vento” per la sua abilità nell’aprire imprese specializzate nel campo dell’eolico, e Arata, già consulente della Lega per le energie alternative.
Lo scorso luglio, l’imprenditore alcamese ha iniziato a collaborare con i magistrati e ha quindi raccontato diversi episodi di corruzione di pubblici funzionari. Ma durante le deposizioni ha sempre smentito di aver avuto rapporti con esponenti mafiosi. Cosa che però questa sentenza smentisce.

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fonte:www.antimafiaduemila.com

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