Il “re” dei supermercati Despar della Sicilia orientale condannato a Catania per associazione mafiosa

A CATANIA CONDANNA IMPORTANTE CONTRO IL “RE” DEI SUPERMERCATI SICILIANI DESPAR

Catania. Dopo un processo durato sei anni è stato condannato a quattro anni e mezzo per il reato di associazione mafiosa Sebastiano Scuto, il «re» dei supermercati Despar nella Sicilia orientale, accusato di essere un imprenditore organico al clan catanese dei Laudani. La sentenza è stata emessa ieri sera dai giudici della seconda sezione del Tribunale di Catania, che hanno accolto solo in parte le richieste del pm Gaetano Siscaro, il quale aveva chiesto una condanna a 12 anni e mezzo di reclusione.
Scuto, presente in aula, poco prima che i giudici si ritirassero in camera di consiglio, aveva reso dichiarazioni spontanee nelle quali aveva ribadito ancora una volta la sua posizione di sempre, cioè quella di essere stato una vittima del clan Laudani cui pagava il pizzo e non un «amico» che li fiancheggiava nelle attività illegali.
Il tribunale ha disposto — e questo è forse l’aspetto più importante della sentenza — che a Scuto venga restituito l’85 per cento del patrimonio del suo impero, il gruppo«Aligrup», in amministrazione controllata dal 2001, ordinandone la confisca nella sola «quota ideale» del 15% e il dissequestro dei beni personali dell’imprenditore.
Scuto, 69 anni, in aula con la moglie Rita, si è detto «tranquillo» dopo la sentenza, anche se ha ribadito di aver «passato dieci anni d’inferno nei quali mi hanno distrutto la famiglia, la vita e la gioia di vivere». Commenti misurati da parte dei suoi legali, gli avvocati Giovanni Grasso e Guido Ziccone, «insoddisfatti per la sentenza anche se — hanno sottolineato — è stata demolita una parte consistente dell’accusa».
Sebastiano Scuto era imputato di essere organico al clan del Laudani.Secondo l’accusa, «rappresentava l’imprenditore importante e pulito attraverso il quale il clan Laudani intendeva investire nella grande distribuzione gli ingenti profitti dei suoi traffici». Una tesi che al processo è stata avallata dalle dichiarazioni di alcuni pentiti e smentita da altri. Il processo lunghissimo, ha visto anche l’acquisizione di parte degli atti delle inchieste palermitane sull’espansione del gruppo Despar nella Sicilia Occidentale. Negli ultimi mesi il colpo di scena dei nuovi collaboratori di giustizia catanesi che avevano fatto interrompere più volte sia la requisitoria sia gli interventi difensivi. Le motivazioni della sentenza si conosceranno tra novanta giorni.

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