Il pubblico ministero del caso Montante lascia, giallo sulla rinuncia all’inchiesta

LA REPUBBLICA, 13 OTTOBRE 2019

Il pubblico ministero del caso Montante lascia, giallo sulla rinuncia all’inchiesta

A Caltanissetta Bonaccorso ha chiesto di essere revocato dalle indagini sull’ex leader di Confindustria: quelle sul concorso esterno e su Crocetta. Il procuratore ha già accolto l’istanza, ma nessun commento

DAL NOSTRO INVIATO SALVO PALAZZOLO

C’è aria di tensione nei corridoi della procura. Ma nessuno ha voglia di parlare, magistrati e cancellieri scivolano velocemente dentro gli uffici e chiudono le porte. Però, il tam tam è ormai insistente al palazzo di giustizia: Maurizio Bonaccorso, il sostituto procuratore del processo Montante, lascia. Ha chiesto che il suo nome venga tolto dai fascicoli d’indagine che ancora restano aperti sull’ex paladino dell’antimafia condannato a 14 anni: quello del concorso esterno in associazione mafiosa e poi la seconda tranche, che riguarda anche il presidente della Regione Rosario Crocetta, gli ex assessori Linda Vancheri, Mariella Lo Bello e alcuni imprenditori, fra cui l’ex presidente di Sicindustria Giuseppe Catanzaro.

Che succede alla procura di Caltanissetta? La richiesta di lasciare le indagini, avanzata da Bonaccorso, è stata accolta dal procuratore Amedeo Bertone. Ma resta il giallo attorno ai motivi che hanno determinato quella che sembra essere una divergenza di vedute all’interno dell’ufficio inquirente che dal 2014 indaga dentro i misteri dell’ex leader di Confindustria che oggi sta scontando la pena ai domiciliari, nella sua sontuosa villa di Serradifalco. Una divergenza di vedute, ma su cosa esattamente? Nessuno parla, nessuno commenta. Solo quel tam tam che attraversa il palazzo di giustizia.
Il magistrato Maurizio Bonaccorso era arrivato due anni fa a Caltanissetta, dalla procura di Palermo, dove si era occupato dell’inchiesta sul capitano del Palermo Fabrizio Miccoli e delle sue relazioni pericolose con la famiglia Lauricella.

Nel nuovo incarico, al palazzo di giustizia nisseno, Bonaccorso ha iniziato a seguire il processo a Silvana Saguto, l’ex presidente della sezione Misure di prevenzione di Palermo accusata di aver creato un cerchio magico di amministratori giudiziari. Poi, è arrivato il processo Montante, in cui Bonaccorso ha rappresentato la pubblica accusa con il collega sostituto procuratore Stefano Luciani, oggi a Roma, e con il procuratore aggiunto Gabriele Paci. Bonaccorso continuerà comunque ad occuparsi dei processi Montante e Saguto. Il primo, che si tiene ogni lunedì, è il “rito ordinario” che vede sul banco degli imputati uomini delle istituzioni come l’ex presidente del Senato Renato Schifani, l’ex direttore dei servizi segreti Arturo Esposito, il tributarista Angelo Cuva, ritenuti parte del sistema delle talpe che ruotava attorno a Montante.

Il dibattimento Saguto è invece alle battute finali, con gli ultimi testi citati dalla difesa dell’ex giudice: come prevede il codice di procedura penale, il tribunale potrebbe poi disporre l’acquisizione di nuove prove. L’inizio della requisitoria è prevista per il 7 gennaio.

Ma, adesso, resta il giallo attorno alla scelta di Bonaccorso di lasciare l’indagine Montante. Né l’interessato, né il procuratore vogliono fare dichiarazioni. Il tam tam al palazzo di giustizia continua a parlare di divergenze di vedute su alcune scelte. È la prima volta dall’inizio di questa indagine.

 

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