Il Procuratore De Raho denuncia una situazione da brivido.

Il Procuratore De Raho denuncia una situazione da brivido.Non é che quella  da lui  disegnata per Reggio Calabria sia assimilabile a quella di Latina ? Rifletteteci un poco prima di rispondere.

 

 

 

 

CRONACA Reggio, De Raho ha dichiarato guerra ai pezzi deviati dello stato

 

“Nel territorio di Reggio Calabria le istituzioni sono fortemente isolate, da un lato perché vi è una popolazione totalmente soggiogata dalla forza di intimidazione della ‘ndrangheta, dall’altra perché c’è confusione, non si sa con chi ci si rapporta e questo determina distanza tra popolazione e istituzione”.

E’ solo una delle tante questioni denunciate dal procuratore di Reggio Calabria, Federico Cafiero De Raho, qualche mese fa davanti alla Commissione parlamentare antimafia. In questa occasione il magistrato è comparso insieme ai sostituti Giuseppe Lombardo e Stefano Musolino.

Prima di approdare in Calabria, De Raho aveva contrastato il clan dei Casalesi, istruendo l’inchiesta poi sfociata nel processo Spartacus. Questa volta ha invece descritto i rapporti tra le cosche calabresi e la massoneria. Le numerose inchieste, l’ultima delle quali è Mammasantissima – ha continuato – sfociate in “arresti centellinati, perché siamo il primo giudice degli atti che compiamo”, hanno svelato una struttura polimorfa, che condiziona la vita sia pubblica che privata, come gli appalti e l’apertura di bar ed esercizi commerciali.

“Vi sono ‘ndranghetisti – ha aggiunto il procuratore – che hanno aderito alla massoneria, al Grande Oriente d’Italia” ma “è cosa diversa dalla componente segreta, riservata, qui individuata” la quale “è formata da componenti che restano occulti anche alla massoneria. Non si possono esporre in nessuna forma evidente quali potrebbero essere le associazioni massoniche”.

“Le indagini – ha dichiarato De Raho – evidenziano il rapporto tra ‘ndrangheta e una rete segreta, e come questa rete possa spingere sulle scelte che la città deve fare”. Non si tratta di massoneria, ha precisato, ma di “qualcosa di diverso e superiore”, che “lega professionisti, uomini della ‘ndrangheta di più alto livello e uomini delle istituzioni”. La procura, ha proseguito il magistrato, sta cercando di mettere a fuoco il legame, anche in passato, con “appartenenti alle istituzioni, alle forze dell’ordine, ai servizi segreti e magistrati”.

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