Il problema Giustizia in provincia di Latina

IL PROBLEMA “GIUSTIZIA” IN PROVINCIA DI LATINA

Si tratta di un problema antico, delicato e complesso che va affrontato da tutte le angolazioni.

Noi siamo d’accordo con l’Ordine degli avvocati che da tempo lo sta trattando, tentando di coinvolgere nelle sue azioni tutte le espressioni della società civile e le istituzioni locali.

Ma la questione non è solamente di ordine numerico e questo è un aspetto che non è stato mai sufficientemente sottolineato.

Noi abbiamo la sensazione che alcuni esponenti politici siano convinti che conviene che le cose restino come sono.

In un clima di impunità, in cui la Giustizia non funziona come dovrebbe e non c’è la certezza della pena, è possibile perpetuare quella situazione di diffusa illegalità di cui pochi hanno il coraggio di parlare, fatta qualche rara eccezione.

Le parole dure come pietre pronunciate da un magistrato eccellente ed intellettualmente onesto come l’ex Presidente del TAR Dr. Bianchi nel suo discorso di commiato da Latina avrebbero dovuto suscitare un sussulto di orgoglio e di ribellione in tutte le persone oneste che soffrono per uno stato di cose che assolutamente non va.

Come si vede, la questione non è risolvibile, secondo noi, aumentando il numero di magistrati solamente.

C’è, ad esempio, un discorso che riguarda l’estrema mobilità di questi: alcuni vengono a Latina e subito dopo chiedono di essere trasferiti.

Ne potremmo citare tanti.

Di magistrati inquirenti e giudicanti.

Ci sarà pure un “ perché” e non crediamo che questo loro comportamento sia attribuibile solamente al desiderio di andare nella Capitale o di raggiungere il posto natio.

C’è, poi, un altro discorso delicato che riguarda il tentativo operato dall’Ordine degli avvocati di sensibilizzare la classe politica dirigente per indurla a prendere coscienza della gravità della situazione esistente nel mondo della Giustizia pontina.

Parliamoci chiaramente: a parte le considerazioni precedenti, è finita, purtroppo, in provincia di Latina l’epoca in cui la classe politica era costituita da uomini come i Tomassini, i Granato, i Cervone, i Bernardi, i Finestra ecc. , uomini che avevano un peso politico, godevano di credibilità e di rispetto e, quando andavano nella Capitale per far valere certe ragioni che riguardavano gli interessi della collettività pontina, erano ascoltati.

Oggi quegli uomini, che di certo non vogliamo santificare, ma che, comunque, avevano statura intellettuale e peso politico, sono morti (eccetto il Sen. Finestra, al quale auguriamo lunga vita).

Lo stesso discorso riguarda, per certi versi, i livelli nazionali.

Infatti tutte le assicurazioni, tutte le promesse fatte finora non sono state rispettate, a quanto pare.

Non vogliamo scoraggiare gli Avvocati, anzi!

Siamo con loro, con convizione e determinazione.

Ma dobbiamo parlarci chiaramente su tutto.

Anche su come sono andate certe cose nel passato.

Parliamo, soprattutto, della Giustizia inquirente.

La stampa ha riportato la notizia dell’esistenza, ad esempio, di qualche “gola” che lasciava trapelare indiscrezioni sul corso delle indagini che hanno riguardato il Comune di Fondi.

Altre critiche sono state formulate, anche da noi, sul “modo” con cui è stato affrontato – o, meglio, non è stato affrontato – il problema “mafia” in provincia di Latina.

Allora, sì, siamo d’accordo con gli Avvocati pontini, ma parliamo anche di come dar vita ad una Giustizia in grado di contrastare efficacemente il dilagare di quel mare di illegalità di cui ha parlato anche l’ex Presidente del TAR Bianchi.

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