Il problema della qualità delle indagini e l’inadeguatezza dell’azione di contrasto delle mafie nelle province di Latina e Frosinone

LE DICHIARAZIONI DEL SINDACO DI POLLICA AL FRATELLO PRIMA DI ESSERE UCCISO E RELATIVE A PRESUNTI CASI DI COLLUSIONE DI ELEMENTI DELLE FORZE DELL’ORDINE CON LA CRIMINALITA’ RIPROPONE CON FORZA UN PROBLEMA PIU’ GENERALE CHE POTREBBE INTERESSARCI DA VICINO

C’è stato il caso dell’ex Comandante della Compagnia della Guardia di Finanza di Terracina ed abbiamo raccolto nel tempo una serie di articoli su presunti altri casi che hanno visto coinvolti altri militari delle forze dell’ordine in provincia di Latina.

Non ci stancheremo mai di ripetere che in uno Stato di diritto qual’è il nostro vale sempre il principio della presunta innocenza fino a sentenza definitiva.

Non sappiamo l’esito delle inchieste aperte dalla Magistratura su taluni di quei casi e ci auguriamo che tali inchieste siano state chiuse ed archiviate con il proscioglimento completo degli interessati.

Ma se solo un caso fosse stato supportato da riscontri, la cosa assumerebbe una rilevanza particolare perché, appunto, si tratterebbe di tutori della legge.

E ciò non potremmo assolutamente tollerarlo perché ci troveremmo in presenza di un vero e proprio vulnus al prestigio e alla dignità dei vari Corpi di polizia.

Sono anni che noi ci stiamo lamentando per l’inadeguatezza dell’azione di contrasto della criminalità nelle province di Latina e Frosinone, le province a cavallo fra Lazio e Campania, province, quindi, che dovrebbero fare barriera contro al criminalità soprattutto campana ma non solo.

Dobbiamo tutto ai Corpi speciali ed alle Procure di altre province e di altre Regioni se sono stati assestati colpi significativi alle mafie nel Basso Lazio.

A Frosinone, grazie a Dio, da poco c’è un nuovo Comandante provinciale della Guardia di Finanza, il Col. Giancostabile Salato, che è un eccellente investigatore e proprio per le sue particolari capacità sta raggiungendo risultati eccezionali. Anche se la gente del posto non collabora.

Ma per il resto non siamo soddisfatti, a Frosinone come a Latina, dove pure i cambiamenti effettuati in seno alla locale Procura della Repubblica ci lasciano bene sperare.

Ma i magistrati operano sulla base delle carte che ad essi vengono presentate.

E qua si pone il problema della “qualità” delle indagini. Un problema complesso e delicato che pochi hanno capito e nessuno ha voluto finora affrontare.

Nemmeno i tanti corifei dell’antimafia parolaia, che parla parla ma non affronta mai i veri problemi.

E’ vero che la situazione politica generale non consente allo stato un affondo che pur sarebbe necessario.

Ma noi vogliamo buttare sul tappeto, a futura memoria e con tutto il prestigio della nostra Associazione, questo problema.

Ci auguriamo che questo governo parolaio, che sta privando peraltro di risorse forze dell’ordine e magistratura, venga mandato al più presto a casa, prima che provochi ulteriori disastri.

Saremo durissimi con chi subentrerà.

Ma, intanto, chiediamo al Capo della Polizia ed ai Comandanti Generali dei Carabinieri e della Guardia di Finanza di disporre un approfondito screening sulle cose che non vanno nelle due province citate.

Qua, più che di problemi di ordine pubblico, ci sono problemi di occupazione mafiosa economica e politica dei territori.

E, se veramente si vogliono combattere le mafie, è su questi versanti che esse vanno combattute.

Il resto serve a niente.

Per concludere, ritornando ai dolorosi fatti di Pollica, preghiamo gli amici del Salento di tenerci informati sull’esito delle indagini relative alla denuncia fatta dal fratello del Sindaco ucciso circa la presunta collusione di elementi delle forze dell’ordine.

Se risultasse fondata, è nostra intenzione unirci al coro di quanti chiederebbero la punizione severa degli eventuali collusi con la criminalità organizzata.

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