Il pentito Schiavone: “Lavori aggiudicati ad alcuni imprenditori grazie all’intervento del clan nei comuni che controllavamo”

Il pentito Schiavone: “Lavori aggiudicati ad alcuni imprenditori grazie all’intervento del clan nei comuni che controllavamo”

27 Giugno 2020 – 12:10

CASAL DI PRINCIPE –  Nel settembre 2018 il collaboratore di giustizia Nicola Schiavone ha spiegato ai magistrati della dda come il clan dei casalesi si rapportava agli imprenditori, suddividendoli in tre categorie. Il verbale è allegato all’ordinanza che ha condotto stamattina agli arresti domiciliari Tullio Iorio e Raffaele Pezzella.

C’erano tre categorie di imprenditori: quelli che soggiacevano alla forza intimidatrice del clan e che quindi era costretto a pagare la tangente estorsiva pari a 3 o al 5% sui lavori pubblici che prendeva per sue esclusive capacità o per mera fortuna.”

Questa categoria di imprenditori era per lo più radicata nella zona pedemontana di Caserta ed anche nei Comuni più grandi (Caserta, Aversa, Santa Maria C.V.) dove umanamente non si poteva controllare tutto il numero degli imprenditori che corrompevano i pubblici ufficiali grazie a proprie risorse e poi si aggiudicavano i lavori. Ad effettuata aggiudicazione venivano da noi per comunicarci l’esito della gara e per stabilire una quota da versare. Questi imprenditori versando questa quota, acquistavano visibilità verso il clan ed affidabilità da parte nostra, nel senso che da questo momento questi imprenditori venivano da noi utilizzati anche per altri lavori. Essi, inoltre, chiedevano a noi di garantire loro l’esclusiva nel rapporto con quell’amministrazione che loro avevano avvicinato per motivi corruttivi”.

Esisteva poi una terza categoria di imprenditori che invece veniva scelto da noi del clan per dargli “l’intero pacchetto” ossia l’aggiudicazione di lavori grazie al nostro intervento diretto sui Comuni che noi stessi controllavamo. Costo per il maggiore servizio ricevuto versavano una percentuale maggiore al clan, a seconda del ribasso con cui si erano aggiudicati il lavoro. Voglio però specificare che, al di fuori degli imprenditori estorti, queste due ultime categorie di imprenditori erano integrate nel sistema. Non esistevano pubbliche amministrazioni di esclusiva competenza di ciascun gruppo casalese dipendeva dai contatti che avevamo”.

 

Fonte:https://casertace.net/

 

 

 

CLAN DEI CASALESI. Parlano i pentiti e svelano un business da 50 milioni di euro negli appalti pubblici

CASAL DI PRINCIPE – Nell’ordinanza che ha condotto all’arresto di Raffaele Pezzella e Tullio Iorio, sono inserite le dichiarazioni dei collaboratori di giustizia, tra cui Antonio Iovine, Nicola Schiavone e Nicola Panaro. I pentiti hanno parlato di un business di almeno 50 milioni di euro durato per oltre 10 anni. I Casalesi erano interessati a numerosi bandi, a partire da quelli per la manutenzione delle strade, dei lavori nelle scuole, per la regimazione dei Regi Lagni. Coinvolti anche funzionari pubblici e dipendenti della Provincia che però non risultano formalmente indagati. Sono stati ascoltati nelle scorse esettimane.

Il provvedimento trae origine da un approfondimento investigativo condotto tra l’agosto 2015 e settembre 2018 dal Reparto Anticrimine di Napoli sotto il coordinamento della Direzione Distrettuale Antimafia partenopea a seguito della conclusione, il 14 luglio 2015, dell’operazione denominata ”Sistema Medea” , giunta a sentenza in appello con pesanti condanne per i principali imputati, e focalizzato sulle dichiarazioni rese da più collaboratori di giustizia circa il ruolo svolto dai due imprenditori del settore edile, ritenuti gravemente indiziati di essere i referenti, soprattutto nell’ambito dei lavori pubblici, dei sodalizi camorristici Schiavone e Russo, a Casal di Principe e comuni limitrofi.

In particolare, i riscontri effettuati dal Ros hanno permesso di far luce sulla partecipazione di citati Pezzella e Iorio, attraverso ditte a loro riconducibili, a gare di appalto per la realizzazione e la manutenzione di opere commissionate dalla Amministrazione Provinciale di Caserta, con la piena consapevolezza, secondo gli inquirenti, di risultarne assegnatari nel rispetto di pregressi accordi spartitori decisi fra i vertici del sodalizio mafioso di riferimento (famiglie Schiavone e Russo) e altre fazioni dell’organizzazione casalese (Iovine, Zagaria e Bidognetti). Una volta aggiudicatisi i lavori, hanno stabilmente versato somme di danaro contante corrispondente al 10% dell’importo di assegnazione dell’appalto alla consorteria, che gli garantiva anche la regolare e tranquilla esecuzione delle attività lavorative.

 

27 Giugno 2020 – 11:00

Fonte:https://casertace.net/

 

 

 

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