Il patto elettorale tra il clan e i big di Fdl:“Incontri segreti nel comune di Latina”

La Repubblica, Giovedì 15 Settembre 2022

Il patto elettorale tra il clan e i big di Fdl:“Incontri segreti nel comune di Latina”

A raccontarlo ai giudici è Gina Cedrone, ex consiglieri! del partilo della Meloni. E’ accusata di aver ingaggiato i Di Silvio per il voto del 2013.

Mi fidai del primo cittadino e del partito dove cera il figlio del magistrato Procaccini

Clemente Pistilli

15/09/2022

A presentare Agostino Riccardo a Gina Cetrone fu Palloni sindaco di Latina, Giovanni Di Giorgi, ex consigliere regionale e ormai ex esponente di Fratelli d’Italia, dicendole che per le affissioni dei manifesti durante la campagna elettorale era a lui che doveva rivolgersi. Uno dei big di Fdl che invitava una collega ad affidare la campagna elettorale a un pregiudicato esponente del clan rom Di Silvio. E all’appuntamento era presente anche l’ex deputato ed ex tesoriere alla Camera del partito di Giorgia Meloni. Pasquale Maietta poi coinvolto in indagini su riciclaggio di denaro all’estero, affari sporchi fatti quando era presidente del Latina Calcio e indicibili rapporti con la criminalità pontina. Nel processo in corso davanti al Tribunale di latina, in cui la Cetrone, anche lei ex consigliera regionale del centrodestra, è accusata di aver affidato una serie di estorsioni e la campagna elettorale agli stessi DI Silvio, l’ex amministratrice, passata da Fdl a Cambiamo con Toti, e Riccardo, diventato un collaboratore di giustizia, sono stati in disaccordo su tutto tranne che sull’incredibile incontro che avrebbe organizzato Di Giorgi nel 2013.

L’ex consigliera respinge le accuse e assicura che al pentito diede solo qualche centinaio di euro per affiggere qualche manifesto, mentre quest’ultimo sostiene l’esatto contrario. Sull’appuntamento in cui Di Giorgi, in vista delle elezioni regionali del 2013. in cui Cetrone era candidata di Fratelli d’Italia, avrebbe presentato la collega al pregiudicato, i due però forniscono la stessa versione dei fatti. Con una sola divergenza: Riccardo dice che il faccia a faccia è avvenuto a Fossanova e la Cetrone sostiene che si è tenuto all’interno del palazzo comunale nel capoluogo pontino. Un particolare appena emerso nei corso di un’udienza in cui tra l’ex consigliera regionale e il pentito c’è stato un confronto.

«L’unica cosa vera – ha sostenuto la Cetrone rivolgendosi a Riccardo – è che ci ha presentato Di Giorgi. Ero candidata con Fratelli d’Italia c all’incontro c’era anche Pasquale Maietta». «Mi fidai del sindaco Di Giorgi – ha aggiunto – e di un partito, Fratelli d’Italia, dove c’era il figlio di un magistrato. Procaccini». Parole con cui ha indirettamente tirato in ballo anche l’eurodeputato di Fdl, Nicola Procaccini, uno degli uomini più vicini alla Meloni e indagato nell’inchiesta sui presunti Illeciti compiuti nella gestione delle spiagge a Terracina che, scattati gli arresti, ha portato alla caduta della giunta comunale di Fratelli d’Italia. «Riccardo – ha poi concluso la ex consigliera parlando della campagna elettorale del 2013 – mi disse che a Latina mi avevano fatto le scarpe e di una cena tra Fratelli d’Italia e gli zingari». Per tutta risposta il pentito: «Gina Cetrone non entrò in Regione c prese seimila voti perché fu deciso dai politici che la curva del Latina Calcio doveva votare per Nicola Calandrini (attuale senatore di Fdl ndr)». Di più: «Se ho estorto del denaro alla Cetrone come dice, perché non mi ha denunciato? lei comprò i voti di tutti e spese 300mlla euro».

Il processo è alle battute finali e requisitoria e arringhe sono previste per il 18 e il 25 ottobre prossimo.

Di Giorgi c Maietta sono a loro volta imputati per una serie di affari criminali che sarebbero stati fatti quando il primo era sindaco e l’ex deputato presidente del Latina Calcio. All’epoca la stessa Meloni era di casa nel capoluogo pontino e ospite d’onore allo stadio, con i nerazzurri che militavano in serie B. Nonostante quanto emerso dal le indagini c quanto appena ribadito nelle aule di giustizia, sulle condotte che avrebbero tenuto gli esponenti di Fdl a latina la leader del partito continua però a restare in silenzio.

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