Il nuovo Comandante della Compagnia Carabinieri di Formia. Viene da Gela. Finalmente qualcuno che si intende di mafie!!!

FINALMENTE A FORMIA UN COMANDANTE DI COMPAGNIA DEI CARABINIERI CHE HA ESPERIENZA NEL CAMPO DELLA LOTTA ALLE MAFIE

Viene da Gela e, a contatto con Rosario Crocetta, sicuramente ha acquisito un bagaglio importante di esperienze sul piano della lotta alle mafie.

In quella realtà, si impara presto a conoscerle.

Non sappiamo se la scelta del Comando Generale sia caduta per caso o volutamente su questo capitano.

Noi ci auguriamo che essa sia stata voluta.

A Formia, comunque, ce n’era bisogno assoluto ed urgente.

Il territorio è fortemente infiltrato dalla camorra, la quale riesce perciò a condizionare la vita dell’intera comunità.

Al nuovo Comandante facciamo i nostri più sentiti auguri, accompagnati dalla speranza di poter stabilire con lui rapporti di una proficua collaborazione.

La vicenda di un’antica discoteca, il fallimento di una nota banca di Gaeta prima e, più di recente, la famosa inchiesta “ Formia Connection”, hanno messo in evidenza, anche se appena in parte, quanto sia alto il livello di penetrazione mafiosa su questo territorio.

Un livello di penetrazione che non risparmia nessuno, nemmeno le stesse forze dell’ordine, se risulteranno fondate le accuse formulate dalla DDA di Napoli nei confronti di alcuni suoi uomini.

Noi riteniamo che tutto lo sforzo investigativo per combattere efficacemente le mafie debba essere indirizzato a colpirle sul piano economico.

Il perdurare di metodologie da mero e semplice “ordine pubblico” non porta da nessuna parte.

Le mafie oggi sono IMPRESA e in questa veste vanno combattute.

INDAGINI PATRIMONIALI, INDAGINI PATRIMONIALI ED INDAGINI PATRIMONIALI.

Non ci stancheremo mai di ripeterlo e di gridarlo ai quattro venti.

Indagini patrimoniali, che, malgrado la presenza massiccia della Guardia di Finanza, soprattutto, ma anche delle altre forze di polizia -che addirittura risultano in esubero rispetto agli organici previsti -se ne sono fatte, purtroppo, ben poche nei confronti di soggetti sospettati di collegamenti con la camorra.

Diversamente non ci saremmo trovati in una situazione che vede tutto il sud pontino invaso dalle mafie.

Sono anni che stiamo chiedendo, invano, un monitoraggio radicale di tutte le imprese edili, dei proprietari effettivi di esercizi commerciali, ristoranti, bar, locali notturni, alberghi, stabilimenti balneari. E, poi, appalti, subappalti, concessioni edilizie, varianti urbanistiche, rapporti con pezzi della politica e delle istituzioni.

Questi sono, grosso modo, i “buchi neri” sui quali vanno accesi i riflettori e non si è mai indagato come si doveva.

In bocca al lupo, Capitano.

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