Il Mozambico diventa il principale scalo per la cocaina dell’Africa meridionale

Il Mozambico diventa il principale scalo per la cocaina dell’Africa meridionale

AMDuemila 21 Giugno 2021

Narcotrafficanti hanno legami diretti con gli ex presidenti Guebuza e Chissano

Negli ultimi anni, i sequestri di cocaina lungo la rotta Brasile-Mozambico sono diventati all’ordine del giorno.
Il Mozambico rimane quindi un punto chiave della “rotta meridionale” che fa arrivare la cocaina dal Brasile e la reindirizza verso i mercati del Sudafrica e dell’Europa.
Il 7 giugno, due persone dirette verso Maputo, in Mozambico, sono state arrestate all’aeroporto brasiliano di Galeão di Rio de Janeiro dopo che le autorità hanno trovato 18 chilogrammi di cocaina nel loro bagaglio.
A marzo, un brasiliano diretto sempre a Maputo è stato trattenuto all’aeroporto di Guarulhos di San Paolo dalla polizia aeroportuale con cinque chilogrammi di cocaina, mentre a gennaio sono stati trovati circa 32 chilogrammi in sette carichi diretti da Fortaleza al Mozambico.
Prima della pandemia il porto della capitale del Paese Africano era un punto di collegamento che serviva prevalentemente al contrabbando di piccoli chilogrammi di stupefacente i quali  viaggiavano per vie aeree verso l’aeroporto internazionale della capitale del Mozambico partendo dall’aeroporto Guarulhos di San Paolo.
Gli spostamenti della droga sono stati rallentati durante la pandemia a causa delle normative stringenti ma nel 2020 è stata registrata una ripresa significativa del traffico di droga.
Inoltre nello stesso anno è stato anche arrestato nel Paese Africano il latitante internazionale e trafficante di droga brasiliano, Gilberto Aparecido Dos Santos, alias “Fuminho”, dove si dice che stesse organizzando affari di droga per conto del Primo Comando della Capitale.
“Era il più importante fornitore di cocaina di una fazione operante in tutto il Brasile, e responsabile dell’invio di tonnellate di cocaina in diversi paesi del mondo”, ha dichiarato la polizia federale che ha posto fine alla sua fuga.
Ci sono tre ragioni principali per cui il Mozambico è così attraente per la criminalità organizzata brasiliana.
In primo luogo, la storicità  del traffico nel paese. Dagli anni ’90 sono enormi i volumi di eroina afgana che hanno viaggiato dal Pakistan verso l’Africa orientale a bordo di pescherecci, creando rotte regionali di contrabbando transfrontaliero  per il commercio dalla cocaina sudamericana, la quale  transita dal Mozambico da almeno due decenni.
In secondo luogo: la presenza di corruzione ai livelli più alti della politica locale. Secondo un cablogramma diplomatico statunitense (trapelato nel 2010), “il più grande narcotrafficante in Mozambico ha legami diretti con il presidente Guebuza (termine mandato 2015 n.d.r) e l’ex presidente Chissano. Mentre altri trafficanti meno potenti corrompono sia alti che bassi funzionari governativi”.
In terzo luogo: la debolezza delle dogane. A differenza della maggior parte dei porti latinoamericani ed europei, in Mozambico i programmi doganali e della polizia non hanno un adeguato livello organizzativo e le loro interazioni con le forze dell’ordine internazionali sono appena agli inizi.
Ad aprile 2021, i membri del programma AIRCOP dell’UNODC, inteso a ridurre il traffico di droga negli aeroporti, stavano ancora discutendo sull’implementazione di una task force presso l’aeroporto internazionale di Maputo. Il programma secondo Bob Van den Berghe, coordinatore regionale del Programma di controllo per i container delle Nazioni Unite (CCP), sarà operativo nel porto di Maputo a partire da luglio 2021.

insightcrime.org

fonte:https://www.antimafiaduemila.com/home/terzo-millennio/310-narcotraffico/84449-il-mozambico-diventa-il-principale-scalo-per-la-cocaina-dell-africa-meridionale.html


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