Il mistero (ma non troppo) dell’incendio del “trenino” a Gaeta

Qualcuno azzarda delle ipotesi e molti si sentono investigatori.

Noi non siamo dei tecnici e non siamo in grado di accertare le cause dell’incendio che ha distrutto il simpaticissimo trenino che girava per le strade di Gaeta.

Se tali cause fossero, però, di origine dolosa, come sospettiamo, avremmo qualche idea sui possibili autori.

Se fossimo nei panni degli investigatori istituzionali, non seguiremmo le piste più facili perché talvolta i misteri riservano delle sorprese.

Certo è che non si tratta di goliardate, un termine ormai in voga dopo il ritrovamento delle cornacchie morte davanti alle ville dei vip a Sabaudia.

Non sappiamo “chi” e quante persone potrebbero essere interessati ad assumere nella città del Golfo la stessa iniziativa del titolare della gestione del trenino.

Non sappiamo nemmeno se siano state inoltrate al Comune analoghe richieste, o, più ancora, se “qualcuno” intenda inoltrarla dopo aver eliminato il concorrente già in attività.

Un sospetto che ci frulla nel cervello: qualcuno, forse, vuole rilevare il servizio e, quindi, avrebbe potuto pensare di incaricare qualcun’altro di eliminare un ingombro.

Un sospetto azzardato sicuramente, ma non da scartare a priori.

C’è da qualche tempo una certa effervescenza a Gaeta sul piano degli investimenti di capitali.

Si parla di passaggi di proprietà nel campo di esercizi alberghieri, balneari ed anche della cantieristica navale.

Tre settori delicatissimi – ed interconnessi – che suggeriamo agli investigatori di tenere sempre sott’occhio.

Non sappiamo se siano fondate o meno le voci che corrono al riguardo. Ma se dovesse risultare vera la notizia secondo cui una montagna di soldi si starebbe riversando su Gaeta ad opera di privati, qualche preoccupazione in più l’avremmo.

Allora, un consiglio: non si guardi il fatto in sè, distaccato da altri fatti e da altri progetti, ma si punti, al contrario, lo sguardo in direzione di “chi” eventualmente coltivasse degli interessi a sgombrare il campo da ogni inciampo nel quadro più generale di un piano di investimenti di capitali sul territorio.

Non sappiamo se i responsabili delle forze dell’ordine locali abbiano acquisito contezza e colto significato e valenza di alcune dinamiche sociali ed economiche in corso a Gaeta.

Temiamo che essi abbiano dato, come, peraltro, è doveroso, importanza ai problemi dell’ordine pubblico, ma meno, molto meno, a quelli di natura economica e sociale.

Già a Gaeta, proprio per questi comportamenti, si è arrivati a far accumulare alle mafie capitali immensi e si è dovuto intervenire, sempre ad opera di organismi centrali o di altre province, DOPO, con ben (finora) 21 confische. Una maggiore attenzione a certi movimenti sospetti avrebbe evitato tanti guai.

Evitiamo di ripetere errori ed omissioni del passato, per non correre il rischio di vedere, magari fra dieci anni e sempre per interventi giudiziari ed investigativi provenienti dall’esterno, di vedere questo numero cresciuto vertiginosamente.

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