Il ministro Orlando: «Camorra insopportabile, ma Napoli può farcela». Sì,Ministro Orlando,anche noi siamo convinti che Napoli possa farcela,ma a patto che il Governo ,di cui lei é membro autorevole ,vari ad horas una serie di provvedimenti con i quali si assicuri lavoro alla gente e,soprattutto,ai giovani.Scuola e lavoro,lavoro e scuola.Senza lavoro e senza istruzione la città – e con essa la regione –finiranno per precipitare definitivamente nel baratro (Ass.Caponnetto)

Il Mattino, Venerdì 6 Gennaio 2017

Il ministro Orlando: «Camorra insopportabile, ma Napoli può farcela»

«A Napoli la criminalità organizzata ha un peso abnorme: questo è evidente e nasconderlo sarebbe sbagliato. Non servono singoli episodi per affermarlo». Lo dice chiaro e tondo, il ministro della Giustizia Andrea Orlando a chi gli chiede di commentare il gravissimo raid armato in cui mercoledì mattina sono rimasti feriti tre extracomunitari e una bimba di dieci anni alla Duchesca. Senza giri di parole il Guardasigilli replica così anche alle dichiarazioni del sindaco di Napoli, Luigi de Magistris, il quale solo poche ore prima aveva affermato che «in città non c’è alcuna emergenza sicurezza». L’appuntamento è a Nisida.

Qui, nel carcere minorile, Orlando arriva insieme con tre calciatori della Società Sportiva Calcio Napoli (Hamsik, Mertens e il neoacquisto Pavoletti) per incontrare i 58 ragazzi detenuti: 48 maschi e dieci femmine. Una festa all’insegna dei colori azzurri, ma anche l’occasione per fare il punto della situazione su una criminalità che non arretra ed anzi si mostra ogni giorno più feroce e sfrenata. Terminata la manifestazione con i giovani reclusi il Guardasigilli si trattiene alcuni minuti con i giornalisti e risponde alle domande all’interno del teatro dell’istituto di pena.

«Che Napoli sia una delle realtà in cui la criminalità organizzata ha un peso abnorme è dato scientifico, non servono singoli episodi – commenta – Abbiamo già alle spalle mesi in cui si sono succedute vicende semmai ancora più tragiche. Nasconderlo sarebbe sbagliato, come pensare che non c’è possibilità riscatto e che questo possa cancellare punti di forza di questa città. Rimuovere questo aspetto sarebbe un errore: piuttosto si tratta di discutere insieme come affrontare emergenze sociali che ancora si manifestano frequentemente». Considerazioni che finiscono inevitabilmente nell’alveo di una polemica sulla sicurezza (e non solo) di Napoli: in quello stesso canale era confluita anche una battuta al vetriolo che il sindaco aveva rivolto allo scrittore Roberto Saviano: «Venga a Napoli, stia tra noi, la viva, la conosca, magari indossi una parrucca e si mangi un’emozione. Altrimenti devo immaginare che getti veleno in malafede o che lavori seguendo una logica commerciale e di marketing, cosa che iniziano a pensare in molti». A poche ore dalla furiosa sparatoria di via Annunziata sempre de Magistris aveva poi auspicato uno scatto in avanti dello Stato per individuare al più presto i responsabili dell’aggressione armata. «Il governo, quello precedente come l’attuale – prosegue Orlando – ha molto investito nella prevenzione e continuerà a scommettere puntando sulle periferie e a investire sulla scuola per far sì che sia aperta più ore possibile. Da questo punto di vista la funzione delle scuole è un antidoto importante, come lo è quella del volontariato e delle parrocchie che nei quartieri di frontiera svolgono funzione importante».

Per il ministro, dunque, la repressione da sola non può bastare. Ed è per questo, spiega, che anche iniziative come quella di oggi con i calciatori del Napoli venuti qui a Nisida hanno un alto valore simbolico e educativo: «Bisogna rafforzare il nesso tra queste realtà e il carcere perché se questo rapporto si rafforza si può proseguire un percorso individuale di questi ragazzi che fuori da qua si sentono abbandonati a se stessi. Si deve costruire un circuito virtuoso, ed è una cosa su cui lavoriamo. Il carcere non va dimenticato, altrimenti produce solo effetti negativi; è invece importante creare ponti e rapporti tra la realtà penitenziarie e la società». Un legame, ha spiegato Orlando che «qui a Nisida può essere fatto perché questa è una realtà di eccellenza nell’ambito del circuito minorile italiano che è a sua volta un’eccellenza. Siamo tra i paesi con la recidiva più alta tra i detenuti adulti ma a livello europeo abbiamo la recidiva più bassa tra i minori, perché il sistema minorile funziona». A Nisida c’è anche il sottosegretario alla Giustizia Gennaro Migliore.

«La sparatoria in cui è rimasta ferita anche una bambina di 10 – commenta – spinge il governo a incrementare il lavoro sul piano sociale per svuotare le sacche da cui pesca la criminalità organizzata. Cioè detto, bisogna subito aggiungere che bisogna essere duri e inflessibili contro gli autori di simili gesti. Serve una risposta durissima in termini repressivi». E sulle affermazioni di de Magistris? «Napoli – conclude il sottosegretario – ha straordinarie potenzialità e capacità, ha elementi incredibilmente positivi ma il tema della convivenza tra il negativo e il positivo a Napoli è sempre stato un elemento forte su cui interrogarsi. Negare l’uno o l’altro è sempre un errore».

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