Il maxi shopping dei Polverino in Spagna: oltre un miliardo di droga

Il maxi shopping dei Polverino in Spagna: oltre un miliardo di droga

3 Settembre 2022

Di Redazione

Il racconto di un collaboratore di giustizia agli inquirenti: così il clan gestiva il traffico di stupefacenti

Il clan Polverino era capace di gestire ingenti traffici di stupefacenti. Riusciva a far entrare in Italia quantitativi enormi da poter poi suddividere tra alleati in base alle «puntate». Ma non solo. A raccontarlo il collaboratore di giustizia Salvatore Izzo in alcuni interrogatori del 2002 e riportati in un’ordinanza contro il clan di maggio 2013.

«Mi sono recato in Spagna 4 volte» raccontò Izzo aggiungendo: «Tre volte per acquistare hashish, un’altra per ottenere il dissequestro di una barca». Il primo acquisto di droga «l’ho compiuto nel novembre del 2001 – affermò -, allorquando mi sono recato a Estepona (Malaga), portando 1.170.000.000 di lire celate nella ruota di scorta della vettura a bordo del quale viaggiavamo. In due occasioni ho assistito alla consegna del denaro raccolto dai committenti la sostanza stupefacente».

Le «puntate» non erano altro che i soldi versati dai singoli clan per acquistare una parte del carico. «Devo specificare che vi erano alcune famiglie che, prima della effettuazione dei viaggi in Spagna versavano a F.A. delle somme di denaro per l’acquisto dello stupefacente che, una volta giunto in Italia ed a Napoli, in particolare, provvedevano a ritirare per la parte relativa all’importo in denaro che avevano versato e, successivamente, provvedevano a mettere in circolazione per conto loro».

«Ovviamente, tali persone erano tenute a versare ad A. F. una specie di provvigione per il servizio reso dalla organizzazione di A. F., consistente nella contrattazione con i grossisti spagnoli e del rischio per il viaggio dalla Spagna in Italia» racconta il collaboratore.

L’acquisto e la consegna della droga

Alcune persone «provvedevano a farlo recapitare, innanzitutto alle persone che avevano investito una quota di denaro e che erano tenute a pagare anche la provvigione per i servizi resi da A. F.. La rimanente parte di stupefacente veniva venduta – mediamente in qualità di 5, 10 e 15 kg – ad un prezzo maggiorato di oltre il 300% del prezzo iniziale ad altri dettaglianti di Mugnano». «Tutti gli altri partecipanti all’acquisto mediante preventivo versamento di quote di denaro, i quali non erano interessati al ritiro dello stupefacente per la successiva attività di spaccio, venivano remunerati mediante gli utili conseguiti dalla vendita e ripartiti in proporzione alle rispettive quote» spiega il pentito.

Ma come avvenivano le puntate? «La raccolta – riferisce agli inquirenti Izzo – va avanti fin quando non si raggiunge la cifra prefissata che, normalmente è di 1.200.000.000 – 1.300.000.000. Chi versa i soldi conosce orientativamente il prezzo di vendita della merce che però può variare. La somma versata da ciascuno viene scritta su un foglio di carta che viene custodito da V. R. fino a quando la droga arriva in Italia. Chi acquista la merce, nel senso che la ritira materialmente, occupandosi poi della sua distribuzione, la riceve in un posto convenuto che varia di volta in volta». «I rischi collegati al sequestro della merce gravano su tutti gli investitori, anche su coloro i quali vogliono ritirare la merce, e ciò costituisce oggetto di specifica pattuizione».

Fonte:https://www.stylo24.it/il-maxi-shopping-dei-polverino-in-spagna-oltre-un-miliardo-di-droga/

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