Il lungo calvario di una persona onesta che ha denunciato la camorra.Il caso di Luigi Leonardi.Se questi signori rappresentano lo Stato non daremo loro tregua perché questo non é lo Stato che ci hanno lasciato i nostri genitori dopo averlo creato con il loro sangue.

ATTO CAMERA

INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/08101

Dati di presentazione dell’atto
Legislatura: 17
Seduta di annuncio: 380 del 24/02/2015
Firmatari
Primo firmatario: DI MAIO LUIGI 
Gruppo: MOVIMENTO 5 STELLE
Data firma: 24/02/2015
Destinatari
Ministero destinatario:
  • MINISTERO DELL’INTERNO
Attuale delegato a rispondere: MINISTERO DELL’INTERNO delegato in data 24/02/2015
Stato iter:

06/28/2016

Partecipanti allo svolgimento/discussione
RISPOSTA GOVERNO 28/06/2016
BUBBICO FILIPPO VICE MINISTRO INTERNO
Fasi iter: 

SOLLECITO IL 11/06/2015

SOLLECITO IL 30/09/2015

SOLLECITO IL 30/11/2015

SOLLECITO IL 29/01/2016

SOLLECITO IL 29/03/2016

SOLLECITO IL 15/06/2016

RISPOSTA PUBBLICATA IL 28/06/2016

CONCLUSO IL 28/06/2016

Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-08101

presentato da

DI MAIO Luigi

testo di

Martedì 24 febbraio 2015, seduta n. 380

  LUIGI DI MAIO. — Al Ministro dell’interno . — Per sapere – premesso che:
come si apprende dai mezzi di informazione e secondo quanto denunciato dalla Associazione nazionale di lotta contro le illegalità e le mafie «Antonino Caponnetto», lo scorso 18 febbraio 2015, il testimone di giustizia Luigi Leonardi, recatosi alla prefettura di Caserta per richiedere copia degli atti riguardanti il rigetto della sua richiesta di sostegno in quanto vittima di racket, al fine di presentare ricorso nei limitati tempi previsti dalla norma, ha ricevuto un netto rifiuto. L’addetto gli ha risposto che la fotocopiatrice era guasta, mancava perfino la carta e comunque ieri «non avevano tempo» per evadere la sua richiesta;
subito dopo Luigi Leonardi si è presentato alla stazione dei Carabinieri di Marcianise (Caserta), dove ha denunciato il fatto. «Adesso, con una scadenza che pende come una spada — si legge nella denuncia — attendo che la Prefettura si decida a comprare una fotocopiatrice e una risma di carta, e a trovare tra i vari addetti che affollavano la sala del caffè e il corridoio, a parte qualcuno, un santo che faccia le fotocopie e mi dia la possibilità di far valere i miei diritti in un sistema incancrenito dalle mafie»;
si tratta di una vicenda molto triste e preoccupante, che conferma una vergognosa disattenzione dello Stato nei confronti di uomini e donne che per il solo fatto di aver adempiuto al loro dovere, hanno sacrificato la loro esistenza;
poche ore dopo il lancio dell’appello da parte dell’Associazione «Antonino Caponnetto», il prefetto di Caserta ha contattato il presidente dell’Associazione medesima, Elvio Di Cesare, comunicandogli che le copie richieste da Leonardi erano pronte;
tuttavia, non è ben chiaro per quale motivo un cittadino per vedersi riconosciuto un diritto elementare come il rilascio della copia degli atti relativi ad una sua richiesta ha dovuto rivolgersi ad una Associazione attiva nella lotta alla mafia –:
se il Ministro interrogato sia a conoscenza della vicenda descritta in premessa e quale sia il suo intendimento in merito;
se il Ministro interrogato non ritenga di doversi attivare, nell’ambito delle sue competenze, affinché simili situazioni non abbiano a ripetersi;
se il Ministro interrogato non ritenga doveroso assumere provvedimenti a tutela della incolumità del signor Leonardi e se la richiesta di accesso al fondo di solidarietà per le vittime del racket e dell’usura non sia meritevole di accoglimento.
(4-08101)

Atto Camera

Risposta scritta pubblicata Martedì 28 giugno 2016
nell’allegato B della seduta n. 643
4-08101
presentata da
DI MAIO Luigi

Risposta. — Nell’agosto 2012 il commissario straordinario antiracket ha respinto l’istanza del signor Luigi Leonardi volta ad ottenere l’accesso al «Fondo di solidarietà per le vittime delle richieste estorsive e dell’usura», in relazione ad una serie di eventi estorsivi culminati con l’incendio della sede dell’esercizio commerciale «Lucignolo Illuminazione» ad Aversa, in provincia di Caserta.
Il rigetto dell’istanza era motivato dal fatto che il richiedente non è risultato in possesso del requisito soggettivo previsto dell’articolo 3, comma 1, della legge n. 44 del 1999, cioè della qualifica di imprenditore.
Successivamente, il signor Leonardi ha formalizzato due richieste di riesame dell’istanza (la prima nel dicembre 2012, la seconda nel luglio 2014) imperniate sull’asserita sussistenza della qualità di «imprenditore di fatto».
Il Commissario antiracket, non riscontrando nelle istanze elementi di novità tali da consentire una diversa valutazione delle circostanze, le ha rigettate entrambe.
Come riferito nell’interrogazione, il 18 febbraio del 2015 il signor Leonardi, allo scopo di adire il tribunale amministrativo regionale competente avverso le decisioni negative, ha presentato, presso l’Ufficio ricezione dell’archivio generale della Prefettura di Caserta, una richiesta di accesso agli atti con acquisizione di copia della documentazione annessa al fascicolo riguardante la sua posizione.
In tale sede, ha rivolto al funzionario incaricato un’istanza verbale di consegna immediata degli atti in questione, giustificando la richiesta con il limitato tempo a sua disposizione per formalizzare il ricorso ai TAR.
Il funzionario, considerato l’elevato numero di atti da selezionare e la copiosa riproduzione da effettuare, ha manifestato perplessità sulla subitanea consegna della documentazione.
A quel punto, il signor Leonardi, pur di ottenere in tempi brevissimi le copie richieste, si è offerto lui stesso di far duplicare i documenti al di fuori dell’ufficio, facendosi scortare da un agente di polizia. Ciò previa consegna dell’intero carteggio, che avrebbe restituito una volta terminata la copia degli atti.
Solo a questa richiesta, il funzionario incaricato ha opposto un rifiuto, non potendo consentire che un fascicolo di ufficio, peraltro contenente atti riservati e dati sensibili, potesse essere portato fuori dalla Prefettura da persona diversa dai dipendenti abilitati.
I due, alla fine, hanno concordato che la consegna della documentazione avvenisse il 23 febbraio 2015.
Ciononostante il 19 febbraio 2015, cioè il giorno successivo alla richiesta, il signor Leonardi ha sporto, presso il Comando stazione carabinieri di Marcianise, una denuncia nei confronti del predetto funzionario per presunte inadempienze. Qualche giorno dopo, il 23 febbraio 2015, un rappresentante dell’Associazione nazionale di lotta contro le illegalità e le mafie Antonino Caponnetto ha contattato telefonicamente il Prefetto di Caserta, lamentando la lesione dei diritti del signor Leonardi.
Il prefetto ha richiamato le ragioni che avevano impedito l’evasione a vista della richiesta di accesso e, dopo aver effettuato le verifiche del caso, ha comunicato al rappresentante dell’Associazione che – come concordato tra le parti – le fotocopie (in numero di 246) erano pronte per la consegna al signor Leonardi, che l’indomani ha provveduto a ritirarle.
Si soggiunge che il 21 aprile 2015 il signor Leonardi ha presentato ricorso straordinario al Capo dello Stato avverso il decreto commissariale di rigetto dell’istanza di accesso al citato fondo di solidarietà. Il gravame è pendente.
Per completezza d’informazione, si comunica inoltre che, in anni precedenti a questi fatti, il signor Leonardi aveva già denunciato alle forze dell’ordine di Castello di Cisterna, in provincia di Napoli, dei tentativi di estorsione a causa di una precedente attività commerciale allora gestita e poi passata di mano, consentendo con la propria testimonianza, anche in sede processuale, l’identificazione e la condanna dei responsabili.
All’epoca, l’uomo aveva presentato alla Prefettura di Napoli un’istanza di accesso al fondo di solidarietà per le vittime dell’estorsione e dell’usura. Il procedimento si era concluso con la concessione di beneficio economico, disposto dal Commissario straordinario antiracket con decreto dell’8 febbraio 2013.
Per quanto concerne, invece, i provvedimenti a tutela dell’incolumità di Luigi Leonardi assunti da questa Amministrazione, si informa che lo stesso, su disposizione del prefetto di Caserta, è risultato destinatario della misura della vigilanza radiocollegata generica presso l’abitazione e il negozio dal 3 giugno 2009. Il 2 novembre 2009, a seguito dell’incendio del negozio – incendio rimasto di matrice sconosciuta – la vigilanza generica radiocollegata è stata intensificata. Il 7 luglio 2010, la misura è stata revocata per il trasferimento dell’interessato a Cava de’ Tirreni, in provincia di Salerno.
Qui, su disposizione del prefetto di Salerno, il signor Leonardi è stato destinatario di una misura preventiva di vigilanza fino al marzo del 2014. A decorrere dall’aprile 2012, il prefetto di Napoli ha disposto – in aggiunta – l’attivazione della misura della vigilanza generica radiocollegata presso l’esercizio commerciale «Arcobaleno» di Pompei, luogo di lavoro dell’uomo.
Nel settembre 2014, il signor Leonardi si è trasferito nel comune di Capodrise, in provincia di Caserta, dove attualmente risiede.
In seguito a ciò, la prefettura di Caserta, ricevuta dalla Procura della Repubblica presso il tribunale di Napoli-Direzione distrettuale antimafia la richiesta di adozione di ordinarie misure di protezione nei riguardi, ha nuovamente disposto in via precauzionale la misura della vigilanza generica radiocollegata all’abitazione presso quel comune. La misura è stata poi ratificata nella Riunione di coordinamento delle Forze di polizia del 13 agosto 2015.
In atto il signor Leonardi è sottoposto a speciali misure di protezione ai sensi della legge n. 82 del 1991, su proposta della direzione distrettuale antimafia di Napoli. 
Il Viceministro dell’interno: 
Filippo Bubbico.

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