Il livore del PD, SEL, CGIL e di tutta la loro costellazione di sigle nel Lazio nei confronti dell’Associazione Caponnetto. Perché? Preferiscono forse un’antimafia del bon ton diversa dalla nostra di indagine e denuncia? O avrebbero voluto che ci etichettassimo politicamente assoggettandoci ai loro interessi e facendo un’antimafia soft, più retorica e commemorativa, di parata insomma?

Non che ci dispiaccia.
Anzi, è tutto il contrario perché più stiamo lontani da queste nomenclature politiche screditate e più guadagniamo in credibilità.
Purttuttavia certe cose vanno annotate per far comprendere ai più sprovveduti e disinformati fino a che punto arrivano la bassezza, la vuotaggine, l’insulsaggine, l’insignificanza e l’irresponsabilità della classe dirigente del PD e del suo accoliti nella provincia di Latina e nel Lazio.
Sono oltre 10 anni che il PD del Lazio e della provincia di Latina fa la guerra all’Associazione Caponnetto mostrando, peraltro, in maniera sfacciata di voler privilegiare Libera e solo Libera ed il suo modo di fare antimafia.
Non abbiamo mai capito le ragioni di tanta ostilità.
Forse perché abbiamo sempre dichiarato la nostra assoluta indipendenza da tutto e da tutti mentre il PD voleva che noi ci fossimo etichettati politicamente ed assoggettati ai suoi interessi?
O perché il PD preferisce un modello di antimafia tutto bon ton, all’acqua di rose, culturale e basta, commemorativo e parolaio e niente affatto di indagine e denuncia, nomi e cognomi, come facciamo noi dell’Associazione Caponnetto?
Non lo sappiamo e, a questo punto, nemmeno ci interessa saperlo più perché abbiamo preso atto di un dato di fatto incontrovertibile e consolidato:
il PD ed i suoi accoliti combattono l’Associazione Caponnetto e
riconoscono come propria referente ed amica solo LIBERA.
Bene così per il PD, per tutti i suoi accoliti e per Libera.
Se questa è l’antimafia che vuole il PD vadano avanti così ma non
osino più parlare di lotta alle mafie perché li talloneremo e gli
rinfacceremo di volta in volta che la lotta alle mafie non si fa
come fanno lor signori che si limitano solo a parlarne senza
affrontare e risolvere i problemi veri della lotta alla criminalità
mafiosa.
Brutto segnale quello che viene da questo partito che dimostra
palesemente di non volere l’antimafia reale, quella effettiva, la
vera antimafia, ma solo quella di parata, delle
commemorazioni, del racconto del passato e via di questo passo.
La guerra all’Associazione Caponnetto viene da lontano, dai tempi
della Giunta Marrazzo alla Regione Lazio quando la Presidente
della Commissione Criminalità -la PD ex DS Luisa Laurelli – volle
escludere dai vari organismi consultivi della Regione la nostra
Associazione facendo, al contempo, entrarvi sigle assolutamente
inconsistenti ed esistenti solo sulla carta ma etichettate PD, oltre
ovviamente a Libera.
Cosa che si è ripetuta puntualmente all’Amministrazione
Provinciale di Roma sotto la gestione Zingaretti, altro campione
dell’antimafia parolaia e non di quella reale dell’indagine e della
denuncia.
Non che le nostre ripetute esclusioni ci siano dispiaciute, vista
l’assoluta inutilità ed inerzia di tali organismi che si sono
appalesate a posteriori come delle sole sparate propagandistiche
senza alcuna efficacia.
Evitiamo, per non tediare coloro che ci seguono, di raccontare i
dettagli, i continui tentativi di isolarci (dal convegno organizzato
sempre dal PD con Piero Grasso durante l’ultima campagna
elettorale, con la partecipazione della Fondazione nostra
omonima, a sostegno della candidatura dell’ex Procuratore
Nazionale antimafia, convegno che, pur avendo visto la nostra
esclusione -e ne siamo stati lieti perché era un convegno
elettorale e di partito-, i relatori si sono visti costretti ad esaltare
proprio l’opera dell’Associazione Caponnetto!!!;
all’ultima proprio di stamane 21 giugno con il convegno
promosso a livello provinciale e sempre a Gaeta dal Sindacato
Pensionati Italiani della CGIL sui problemi della legalità, un
convegno che ha visto la partecipazione in massa di elementi di
Libera e basta).
Potremmo citare altri esempi della faziosità – e, peraltro, anche
dell’ottusità politica- della classe dirigente del PD e dei suoi
accoliti di SEL (vi risparmiamo di raccontarvi il comportamento
inqualificabile di Zaratti uomo di punta di SEL il quale durante una
seduta della Commissione criminalità della Regione Lazio della
quale era Presidente dopo la Laurelli non spese una sola parola in
difesa dell’Associazione Caponnetto aggredita violentemente dal
suo vicepresidente, un consigliere di destra di cui non ricordiamo
il nome, quasi a mostrare un malcelato piacere -, della CGIL e così
via.
Ma tutto ciò non ci duole affatto.
Anzi, il contrario.
Perché tutto questo livore nei nostri confronti da parte del PD, SEL e di tutta la loro costellazione di sigle e siglette nei nostri confronti sta a provare che agiamo bene, che colpiamo bene, senza lacci e lacciuoli e che sono sempre di più coloro che hanno paura di noi in quanto probabilmente sanno di avere qualche scheletro nell’armadio.
Questo ovviamente ci ha fatto accendere una lampadina e ci induce a porci la domanda del “perché” di tale comportamento…
Quando il cane ringhia rabbioso a difesa di una tana vuol dire che là dentro nasconde qualcosa di importante, la nidiata, un pezzo di carne…
Ci lavoreremo… per scoprirlo.
Poi, però, non si dica che siamo… cattivi o, peggio, faziosi anche noi.

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