Il grido disperato del testimone di giustizia Roberto Battaglia

QUELLO DI ROBERTO BATTAGLIA,UN TESTIMONE DI GIUSTIZIA CHE NOI CONOSCIAMO PERSONALMENTE ED AL QUALE ABBIAMO AVUTO OCCASIONE DI ESPRIMERE GIA’ UNA VOLTA LA NOSTRA VICINANZA,E’ UN GRIDO DISPERATO CHE NOI ABBIAMO SENTITO PIU’ VOLTE DA PARTE  DI TESTIMONI E COLLABORATORI DI GIUSTIZIA E DI CUI CONDIVIDIAMO LE RAGIONI.ABBIAMO RIPETUTAMENTE AVUTO MODO DI  ESPRIMERE  A VARI LIVELLI IL NOSTRO PIU’ VIVO DISSENSO PER UN’INADEGUATA ATTENZIONE DA PARTE DELLA COMMISSIONE CENTRALE EX ART.10 E DEL  SERVIZIO CENTRALE PROTEZIONE DEL MINISTERO DELL’INTERNO NEI RIGUARDI DI TESTIMONI E COLLABORATORI CHE ,DOPO AVER  FATTO IL PROPRIO DOVERE DI CITTADINI CHE  HANNO DENUNCIATO I CRIMINALI,SI VEDONO ABBANDONATI DALLO STATO E LASCIATI ALLA LORO MERCE’ .QUANDO SI COMPORTA  COSI’ LO STATO  MOSTRA UN’IMMAGINE DI SE’ CHE NON STA DALLA PARTE DELLA LEGALITA’,MA  DALLA PARTE OPPOSTA  E CIO’E’ ESECRABILE ED INACCETTABILE PERCHE’ OGGETTIVAMENTE FAVORISCE LA MAFIA.QUELLO CHE NON CONDIVIDIAMO DA PARTE DI ROBERTO,PUR STANDO DALLA SUA PARTE E CONDIVIDENDONE CONVINTAMENTE LE RAGIONI DI FONDO, E’ IL SUO INVITO A NON DENUNCIARE PERCHE’ E’ PROPRIO QUELLO CHE  VUOLE LA MAFIA.SE CI SONO PARTI DELLO STATO CHE VENGONO MENO AI DOVERI DI UNO STATO DI DIRITTO CHE TUTELA CHI COMBATTE PER LA LEGALITA’ E LA GIUSTIZIA,CI SONO ANCHE PARTI CHE VEDONO SUOI RAPPRESENTANTI DISPOSTI  AD INENARRABILI SACRIFICI PERSONALI E A DARE LA PROPRIA VITA PER  LA LEGALITA’ E LA GIUSTIZIA. ED E’,PERTANTO, INGIUSTO,PROFONDAMENTE INGIUSTO, COLLOCARE ENTRAMBE LE PARTI SULLO STESSO PIANO  ARRENDENDOSI COSI’ OGGETTIVAMENTE ALLA MAFIA.UNA SITUAZIONE,QUELLA CHE  CI APPARE, EQUIVOCA ED ESIZIALE PER LO STATO CHE  HA L’OBBLIGO  DI CHIARIRE UNA BUONA VOLTA PER SEMPRE MOSTRANDO CON I FATTI SE STA CON L’UNA O L’ALTRA PARTE.MINISTRO LAMORGESE  E PRESIDENTE DRAGHI, A  VOI LA RISPOSTA !!!!!!!!! O DI QUA O DI LA’ .FATECI SAPERE .

 

Fece arrestare i fratelli Zagaria e il cugino di Sandokan ma ora è senza scorta: “Se non ti uccide la camorra, ti uccide lo Stato. Agli imprenditori dico di non denunciare”

18 Agosto 2021 – 12:51

L’imprenditore Roberto Battaglia ebbe il coraggio di dire no a chi gli chiedeva il pizzo.

Questo Paese non cambierà mai. Raccontiamo le favole che tutto va bene ma qui, se non ti uccide la camorra ti uccide lo Stato. Da due anni mi hanno tolto la scorta senza motivazione, a me, talmente stupido da denunciare e far arrestare i fratelli Zagaria e il cugino di Sandokan”. Roberto Battaglia è l’imprenditore casertano che ebbe il coraggio di dire no a chi gli chiedeva il pizzo, che accettò di iniziare una vita blindata, in costante pericolo, pronto a muoversi in giro per i tribunali a testimoniare di persona. Oggi all’Adnkronos sfoga tutta la sua rabbia, da due anni senza più alcuna forma di tutela, sebbene continui ancora a presenziare ai processi, ”massacrato” dice da uno Stato che lo ha ”abbandonato”. ”Il processo che vede imputato Luigi Schiavone, cugino di Sandokan, non è ancora alla fine del I grado – spiega – se non fosse stato per i miei avvocati, che con la Dda hanno contestato l’aggravante mafiosa, i reati sarebbero stati tutti prescritti: parliamo di uno che è stato arrestato in flagranza di reato nella mia azienda agricola, trovato con in tasca 150mila euro di assegni, contanti, cambiali, anche di altri imprenditori che non avevano avuto il coraggio di denunciare. I fratelli Zagaria sono stati assolti, non si capisce come, vero è che la Procura generale ha voluto fare appello in Cassazione. La mia azienda agricola, il caseificio: tutto è distrutto. I ristori non arrivano e siamo in una situazione in cui quelli che vorrebbero denunciare e guardano il mio esempio non denunciano, perché si cade dalla padella alla brace”. Oggi, aggiunge Battaglia: ”La situazione è inverosimile, ho perso le mie case in attesa di avere i ristori coi processi in corso: mia madre a 80 anni si è ritrovata senza un tetto, chi mi ridà quello che avevo? Oggi sono in affitto, mi hanno bruciato la macchina, fatto danni gravissimi alle attrezzature, all’epoca chiesi di avere un acconto sui ristori che mi spettano e sto ancora aspettando”.

Fonte:https://casertace.net/fece-arrestare-i-fratelli-zagaria-e-il-cugino-di-sandokan-ma-ora-si-pente-se-non-ti-uccide-la-camorra-ti-uccide-lo-stato-agli-imprenditori-dico-di-non-denunciare/

 

 

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