Il grande assente, il grande presente al nostro convegno di Pastena: il capitano della Guardia di Finanza Fedele Conti

Sappiamo che a molti dà fastidio che si ricordi questo grande servitore dello Stato morto tragicamente a Fondi appena dopo pochi mesi che era arrivato ad assumere il comando delle Fiamme Gialle in quella città.

Una morte tragica sulle cui cause gravano tante ombre.

Troppe, che gli inquirenti pontini non hanno saputo (qualcuno dice “voluto”) fugare.

Fedeli Conti è stato vittima del sistema mafioso.

“O sistema”.

Una cortina di silenzio è calata su quel tragico evento e nessuno ne vuole più parlare.

Vili.

Non è morto un cane, con tutto rispetto per il migliore amico dell’uomo.

E’ morto un fedele servitore dello Stato di diritto.

E’ morta una persona onesta, un ufficiale integerrimo, figlio della nostra terra, uno che voleva combattere contro “o sistema” mafioso.

E “ o sistema” lo ha ucciso ed oggi non vuole che se ne parli.

“Depresso”, hanno detto, quando tutte le persone perbene e che lo conoscevano sanno che “depresso” non era.

Documentato, anche da medici che lo conoscevano bene e frequentavano.

Noi abbiamo voluto tributargli ancora una volta –e lo faremo mille altre volte ancora, fino alla fine dei nostri giorni – il nostro modesto contributo di memoria e gratitudine infinita.

Nella scelta, in primis, del luogo del nostro convegno annuale, Pastena, la sua città natale e dove riposano le sue spoglie, e anche nella nostra introduzione.

La figura di Fedele Conti è stata per noi, ieri al convegno, quella dominante.

Il grande assente fisicamente, ma il grande presente nella nostra mente e nei nostri cuori.

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