Il Governo sui problemi dei Testimoni di Giustizia fa solo chiacchiere

Mafia: Mattiello (Pd), urgente decreto per lavoro a testimoni

Testimone di giustizia, vivo in povertà, mi sento abbandonato

(ANSA) – ROMA, 4 NOV – E’ urgente la pubblicazione del decreto attuativo sulle norme che prevedono l’assunzione nella pubblica amministrazione dei testimoni di giustizia. Ad affermarlo è il deputato Pd Davide Mattiello, componente della Commissione Antimafia e coordinatore del V Comitato dell’Antimafia che ha appena approvato una relazione proprio sui testimoni di giustizia. In una legge di un anno fa, in due articoli, si prevede l’assunzione nella pubblica amministrazione dei testimoni di giustizia, ma queste norme “primarie” hanno bisogno di un decreto attuativo che, a quanto si apprende, sarebbe pronto per essere pubblicato ma non lo è stato ancora. “L’appello al Governo – chiarisce Mattiello – è per la pubblicazione di questo decreto, per fare entrare in funzione queste norme approvate più di un anno fa. In questo modo alcune persone potranno girare pagina e trovare finalmente un lavoro diverso da quello che ha portato al fallimento molti testimoni di giustizia e di cui siamo responsabili tutti. Tutti siamo responsabili infatti – conclude Mattiello – dell’isolamento in cui si trovano gli imprenditori che hanno denunciato la criminalità e hanno deciso di rimanere a casa propria con la loro attività commerciale”. Il decreto per dare un lavoro ai testimoni potrebbe essere utile anche per risolvere il caso di Luigi Coppola, un tempo proprietario di una concessionaria d’auto, grazie alle cui denunce sono stati condannati estorsori e usurai. Nel 2002 è stato inserito nel programma speciale di protezione e ne è uscito nel 2007 ottenendo la cosiddetta capitalizzazione, ovvero la somma prevista dalla legge in questi casi. E’ riuscito a tornare nella sua Pompei e a riaprire la concessionaria d’auto che, tuttavia, è stata disertata dai clienti ed è fallita.

Coppola – che lamenta da tempo di vivere, con la sua famiglia, in una condizione di estrema povertà, di ricevere continuamente intimidazioni dalla camorra e di essere stato sostanzialmente abbandonato dallo Stato – racconta anche di essere stato privato nei giorni scorsi della propria auto in quanto è stato trovato con l’assicurazione scaduta. “Alle ore 17, 30 di qualche giorno fa – racconta Coppola in una lettera che ha inviato anche al viceministro dell’Interno, Filippo Bubbico – un’auto della compagnia dei carabinieri di Torre Annunziata è venuta a fare un giro lampo, che serve allo Stato per dire che la mia incolumità è garantita, presso la stalla in cui sono accampato. Dopo il loro passaggio mi sono messo in auto per andare a riprendere mia figlia e una volta uscito sulla strada provinciale ho ritrovato ferma, quasi nascosta in un lato della strada, l’auto dei carabinieri. Li ho salutati e ho proseguito ma dopo cento metri mi sono visto bloccare con la sirena lampeggiante, quasi fossi un delinquente.
Sono sceso e con educazione ho fornito patente e libretto e ho chiarito che l’assicurazione era scaduta da poco e che ero stato impossibilitato a ritirarla. Ma i carabinieri mi hanno sequestrato sia l’auto che il libretto di circolazione e mi hanno verbalizzato una multa come se non sapessero del mio dramma. Se questa non è persecuzione come altro chiamarla?”. “Attualmente – conclude Coppola – le banche chiedono il rientro dai fidi, non ho più una casa nè una scorta e attendo i decreti attuativi della legge che prevede l’assunzione dei testimoni di giustizia nella pubblica amministrazione”.

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