.Il figlio di un altro prefetto incriminato, questo con i casalesi.

TUTTI I NOMI. 24 ARRESTI. Ospedale di CASERTA in mano al clan Zagaria. Appalti truccati, coinvolti politici e imprenditori. I sequestri e le ditte. Ecco come funzionava il sistema Udeur-Annunziata-Cosentino

Sono stati eseguiti dagli uomini della Dia, in funzione di un’ordinanza firmata su richiesta della Dda di Napoli. Stavolta il riferimento è rappresentato dal clan dei casalesi

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AGG. 9:30 – Questi i nomi dei 24 arrestati: in carcere sono finiti Remo D’Amico, Elvira Zagaria, Antonio Magliulo, Raffaele Donciglio, Bartolomeo Festa, Vincenzo Cangiano, Orlando Cesarini (fratello dell’ex sindaco – anni 80 – di Piedimonte Matese Luigi), Domenico Ferraiuolo (segretario del partito democratico di Piedimonte Matese), Gabriele D’Antonio, Luigi Iannone; ai domiciliari, invece, sono finiti l’ex direttore generale Francesco Bottino, Salvatore Cioffi, Antonio Della Mura, Roberto Franchini, l’ex direttore amministrativo dell’Asl Caserta Giuseppe Gasparin, Mario Palombi, Angelo Polverino, Giuseppe Porpora e, infine, i dipendenti dell’ospedale Rocco Ranfone, Antonio Maddaloni (figlio dell’ex vice prefetto di Caserta Paolino Maddaloni, che fu candidato a sindaco dal centrodestra nel 2006 contro Nicodemo Petteruti) Paolo Martino, Giuseppe Raucci, Nicola Frese e Umberto Signoriello, che è stato anche assessore all’urbanistica della giunta di Maddaloni guidata da Antonio Cerreto.

AGG. 8:43 – Sigilli alle srl Odeia e R.D. Costruzioni e a due ditte individuali: Luigi Iannone e Salvatore Cioffi. A undici dei 24 indagati è stato notificato un decreto di sequestro che ha riguardato, a vario titolo, 18 immobili, 11 terreni, un box auto, tre autovetture e diverse quote societarie.

 

AGG. 8:40 – Tra gli appalti nel mirino dei magistrati, quello della tinteggiatura per 450mila euro; quello per la manutenzione da 150mila euro; quella per la gestione degli ascensori per oltre 1 milione di euro; e la gestione del bar e macchinette distributrici di bevande e alimenti. Le perquisizioni hanno interessato 11 indagati e hanno portato sequestro beni per oltre 12 milioni di euro, tra cui 12 immobili, 11 terreni, un box auto, tre vetture e diverse quote societarie.

Il sodalizio mafioso, negli ultimi anni, si era “gradualmente infiltrato nel tessuto politico-amministrativo della struttura sanitaria casertana, trasformandosi in un complesso apparato in grado di gestire gli affidamenti dei lavori pubblici in assoluta autonomia, potendo contare sul potere derivante dalla matrice mafiosa“.

Le ipotesi accusatorie sono state ulteriormente rafforzate dalle dichiarazioni di numerosi collaboratori di giustizia che hanno descritto minuziosamente “il complesso sistema politico-mafioso-imprenditoriale” attivo nell’ospedale di Caserta.

 

AGG. 8:32 – Dopo l’implosione dell’Udeur, nel 2008, i Zagaria cercarono una copertura politica nel Pdl attraverso Nicola Cosentino: secondo la ricostruzione condivisa dal gip, nel 2006 vi fu “un duplice avvicendamento politico-mafioso” all’interno dell’ospedale di Caserta determinato “dall’implosione dell’Udeur e conseguentemente alla caduta del Governo Prodi“: nel 2008 gli Zagaria “cercarono e trovarono la necessaria la necessaria copertura politica nel Pdl campano e, più in particolare, nel suo (allora) capo indiscusso, Nicola Cosentino, rimasto referente politico del sistema criminale operante nel nosocomio casertano fino al momento del suo arresto, avvenuto nel marzo 2013“.

Un sistema collaudato e sostenuto anche dalla politica, attraverso la nomina di dirigenti compiacenti e che garantiva, a sua volta, un pieno sostegno elettorale al partito che lo sosteneva. Compreso l’appoggio, registrato nel corso delle intercettazioni, alla fazione cosentiniana, contrastata in quel momento dagli ‘scissionisti’ Coronella e Landolfi, al congresso del Pdl svoltosi a Caserta il 6 ottobre 2012 e che sancì la definitiva leadership di Nicola Cosentino all’interno del partito campano.

E direttamente impegnati nella “copertura politica” dell’organizzazione sono risultati essere due uomini di Nicola Cosentino: il consigliere provinciale di Forza Italia, Antonio Magliulo, e l’allora consigliere regionale del medesimo partito, Angelo Polverino, entrambi destinatari di misura cautelare, così come Elvira Zagaria.

 

Angelo Polverino, Nicola Cosentino, Bartolomeo Festa e Antonio MagliuloAngelo Polverino, Nicola Cosentino, Bartolomeo Festa e Antonio Magliulo

 

AGG. 8:27Dieci indagati sono in carcere mentre per altri 14 il gip ha concesso il beneficio dei domiciliari. L’indagine, durata più di due anni, si è avvalsa anche di intercettazioni telefoniche ambientali nonchè di video, eseguiti anche all’interno dell’azienda ospedaliera, oltrechè di acquisizione di documenti e testimonianze. Ed è emersa “la piena operatività”, sottolinea una nota della Procura, dei Casalesi, gruppo Zagaria, una fazione attiva nel territorio di Casapesenna, che ha creato una rete di connivenze e collusione tra pubblica amministrazione, politica e imprenditoria attraverso la quale la cosca gestiva “regime di monopolio assoluto” appalti e affidamenti diretti di lavori all’interno dell’ospedale casertano. E in questa costruzione di sistema, per gli inquirenti è stato centrale il ruolo di Elvira Zagaria, sorella del boss Michele, ex primula rossa che dopo l’arresto di tutti i componenti maschi della famiglia e la morte del marito Francesco, negli ultimi due anni ha gestito ingenti capitali delle attività del clan.

E’ questo il gruppo criminale disarticolato dagli uomini della Dia di Napoli e nato nel 2006 quando Francesco Zagaria, marito di Elvira e cognato dell’allora latitante Michele, trova una sponda politica nel segretario regionale dell’Udeur e riesce a far nominare un suo uomo di fiducia direttore generale del Sant’Anna e San Sebastiano, Luigi Annunziata, deceduto di recente.

In questo modo Francesco Zagaria assume il controllo dell’assegnazione dei lavori all’interno del nosocomio e dà vita a un cartello di imprese legato alla cosca ancora oggi attivo.

 

AGG. 8:16 – Fra i politici coinvolti anche l’ex sottosegretario Nicola Cosentino e il consigliere provinciale di Forza Italia Antonio Magliulo, oltre a funzionari e dirigenti pubblici.

Secondo quanto emerso dalle indagini, il clan di Michele Zagaria controllava l’ospedale di Caserta, truccava con i suoi uomini i bandi di gara e gli atti per favorire imprenditori “amici”, dal bar ai distributori automatici, oltre a quelli per i lavori di manutenzione degli immobili, mentre agiva in regime di assoluto monopolio per gli affidamenti diretti. Un giro di denaro da svariati milioni di euro.

 

AGG. 7:54 – Emergono i primi nomi degli arrestati. Tra questi c’è l’ex consigliere regionale Angelo Polverino, che resterà, però, ai domiciliari, dove già si trova per effetto della nota ordinanza Asl. Arrestato anche l’imprenditore maddalonese Raffaele Cioffi e Antonio Maddaloni, figlio del prefetto Paolino Maddaloni, già vice prefetto di Caserta.

 

CASERTA. Ventiquattro persone sono state arrestate in un’operazione della Dia di Napoli nell’ambito di un’inchiesta su appalti truccati dell’ospedale di Caserta aggiudicati a imprese del clan dei Casalesi, con l’appoggio di politici e amministratori pubblici. In corso anche numerosi sequestri di società e di beni.

L’operazione – si apprende dalla Dia di Napoli – è scattata nelle prime ore di stamani nell’ ambito di un’articolata indagine coordinata dalla Procura della Repubblica di Napoli. Gli arresti sono stati fatti nelle provincie di Caserta, Napoli e Verona. I reati ipotizzati, a vario titolo, sono associazione per delinquere di tipo mafioso, corruzione, turbata libertà del procedimento di scelta del contraente e abuso d’ ufficio. L’inchiesta riguarda una serie di presunti appalti truccati indetti dall’Azienda Ospedaliera Sant’Anna e San Sebastiano di Caserta.

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