Il fatturato (stimato) biennale del narcotraffico in UE

Il fatturato (stimato) biennale del narcotraffico in UE

Piero Innocenti 12 Dicembre 2020

Soltanto a metà del 2022 sapremo qual è stato, quest’anno, l’impatto della pandemia da covid-19 sui mercati della droga, sull’uso delle droghe, sulle attività di contrasto.

Solo allora, infatti, sarà pubblicata la relazione europea dell’EMCCDA (l’Osservatorio europeo sulle droghe e la tossicodipendenza che ha sede a Lisbona) che, come ogni anno, si riferirà a dati ormai vecchi ed è francamente inspiegabile come con i sistemi informativi odierni in uso in ambito UE e la tanto decantata collaborazione tra Stati, si possano ancora essere questi ritardi che non facilitano di certo il lavoro di quanti, basandosi su dati attuali, dovrebbero redigere piani strategici, preventivi e di contrasto.

Così, si possono fare alcune considerazioni soltanto facendo riferimento ai dati statistici del 2017 e del 2018 che sono gli ultimi contenuti nelle relazioni 2019 e 2020 (quest’ultima presentata a settembre scorso) con riferimento, in particolare, alle sostanze sequestrate che evidenziano la grande quantità di stupefacenti in circolazione ma anche il livello di efficacia delle forze di polizia nei singoli paesi.

Dunque, nel biennio sopra indicato, sono stati sequestrati ben 15.099kg di eroina, 321.222kg di cocaina, 1.134.129kg di hashish, 403.310kg di marijuana, 11.266.245 pillole di mdma, 6.643.466 piante di cannabis.

I porti del Belgio, dell’Olanda e della Spagna, sono stati ancora quelli maggiormente interessati dagli arrivi della cocaina proveniente dal Sud America a bordo di navi portacontainer, con oltre 241 tonnellate delle 321 ton. intercettate in tutta l’UE. La Spagna, poi, è stato il paese dove sono state coltivate le più estese piantagioni di cannabis ( anche in casa) con 2.105.822 piante sequestrate sul totale di oltre 6,5 in UE.

Considerati i prezzi medi all’ingrosso degli stupefacenti registrati nei suddetti periodi temporali in alcune delle principali piazze di spaccio europee (Roma, Milano, Madrid, Barcellona, Parigi, Bruxelles, Amsterdam, Berlino, Lisbona, Vienna, Atene) che oscillano in relazione alla purezza e alla loro provenienza, si può ritenere, con una certa approssimazione, che il valore degli stupefacenti sottratto al mercato illecito possa essere ricompreso in una forbice tra i 17 e i 24 miliardi di euro (tenuto conto dei prezzi al chilogrammo tra il valore minimo e quello massimo).

Sulla scorta, poi, di analisi e valutazioni che fanno da molti anni esperti antidroga dei vari paesi e la stessa agenzia Europol, secondo i cui i sequestri sono la porzione di circa il 25% (una stima prudente) del volume totale degli stupefacenti commercializzati, si dovrebbe ipotizzare un volume di affari in tutta l’UE oscillante tra i 50 e i 70 miliardi di euro.

Una montagna di denaro che aumenta se si considerano anche i sequestri delle tante altre sostanze illecite tra cui le nuove sostanze psicoattive (catinoni, cannabinoidi sintetici, nuove benzodiazepine). Inquietanti, dunque, i problemi che emergono sul piano criminale, su quello sociale, della salute pubblica, dall’esame di queste relazioni dell’EMCCDA e così, mentre le forze di polizia continuano nella quotidiana “fatica di Sisifo” contro il traffico, la politica continua a sottovalutare questa emergenza.

Fino a quando?
(8 dicembre 2020)

Tratto da: liberainformazione.org

FONTE:https://www.antimafiaduemila.com/

 

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