Il deputato Cesaro testimone al processo Cosentino: «Con Nicola normali rapporti di natura politica»

Il Mattino, Sabato 25 Febbraio 2017

Il deputato Cesaro testimone al processo Cosentino: «Con Nicola normali rapporti di natura politica»

di Biagio Salvati

CASERTA – «I rapporti personali con Nicola Cosentino sono stati del tutto normali, improntati sulla conoscenza passata e poi per motivi di attività politica». Riferisce quanto già contenuto in alcuni verbali d’indagine, il deputato di Forza Italia Luigi Cesaro comparso ieri come testimone al processo su un «cartello di carburanti» monopolizzato dalla famiglia dell’ex viceministro azzurro Nicola Cosentino, quest’ultimo sotto accusa con i fratelli Antonio e Giovanni ed altre dieci persone imputate davanti al tribunale di Santa Maria Capua Vetere, tra cui l’ex prefetto Maria Elena Stasi. Cesaro chiarisce anche il passaggio della presentazione a Cosentino della funzionaria quando però già ricopriva la carica di prefetto a Caserta e non già negli anni in cui – secondo il denunciante del processo, l’imprenditore Gallo di Villa di Briano – ci sarebbe stato un intervento per bloccare l’apertura di una stazione di servizio per favorire i Cosentino, vicenda che ha avuto anche uno sbocco definitivo davanti al Tar. Cesaro, stando a quanto già riferito in passato – avrebbe presentato la Stasi a Cosentino nel corso di uno dei tanti incontri politico-istituzionali.

La testimonianza è durata poco meno di un’ora ed ha visto il controesame da parte dell’accusa interessata a conoscere il tipo di rapporti personali del teste con Cosentino: un passaggio già visto nel 2013 quando in un diverso processo, quello sul Centro commerciale il Principe, Cesaro fu chiamato a riferire sugli stessi rapporti. Il processo si sta svolgendo davanti alla prima sezione penale del collegio giudicante di Santa Maria Capua Vetere presieduto da Roberta Carotenuto che si era riservato di decidere dopo l’esclusione del teste dalla lista e la successiva richiesta dell’accusa (pubblici ministeri antimafia Alessandro D’Alessio e Fabrizio Vanorio) di ammetterlo. Cesaro, infatti, è in origine, un teste della difesa che aveva chiesto di acquisire un verbale redatto in fase di indagine, ma la Procura si era opposta all’acquisizione ritenendo indispensabile l’esame in aula per il quale il collegio giudicante ha poi dato il disco verde. Nel processo sono imputati tra gli altri l’ex prefetto di Caserta, Luigi Letizia, funzionario della Regione Campania; Vincenzo Schiavone, Giacomo Letizia e Vincenzo Falconetti, funzionari dell’ufficio tecnico del Comune di Casal di Principe; Giovanni Adamiano e Bruno Sorrentino, dipendenti della Kuwait Petroleum Italia e Michele Sagliocchi, imprenditore al centro di varie intercettazioni (in un diverso procedimento) finite in un verbale che non è però entrato nel processo.

Il collegio, infatti, di recente, tra le varie richieste ha rigettato anche quelle riguardanti l’acquisizione del verbale di Sagliocchi, una nuova prova presentate ai sensi di un preciso articolo di procedura penale (il 507), ovvero a istruttoria già conclusa. Intercettazioni riguardanti alcune conversazioni lo stesso Sagliocchi – imprenditore nel ramo dei prodotti petroliferi (coinvolto già in altre inchieste su frodi di carburanti e destinatario di sequestri di beni) della Ctp Petroli – ed altre persone mentre parla, nel 2015, del sindaco Carlo Marino in un periodo riferibile al 2009. Nel processo che riprenderà la prossima settimana sono impegnati gli avvocati Carlo De Stavola, Alberto e Amedeo Barletta, Luca Monaco, Giovanbattista Vignola, Vittorio Giaquinto e Stefano Montone. Acquisiti a dibattimento, altri documenti prodotti da accusa e difesa.

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