IL CUORE NON CI REGGE PIU’…………………….

 

 

 

 

 

 

 

 

Alle notizie drammatiche che ci giungono dalle zone del terremoto,si aggiungono quelle che acquisiamo giorno dopo giorno da quelle della Campania e non solo   e che riguardano  l’avvelenamento dei territori ad opera della camorra.

Ieri abbiamo incontrato  la madre di un ragazzo di Pianura affetto da una grave forma di tumore.

Avevamo già incontrato alcuni di questi genitori in occasione dei Convegni di Giugliano,di Caivano e di Caserta ma la ristrettezza del tempo a nostra disposizione non ci aveva dato la possibilità di approfondire gli argomenti.

Ieri sera abbiamo avuto ,invece,un quadro più chiaro dopo 4 ore di colloquio durante il quale abbiamo  letto documenti,ascoltato storie.

Un quadro ,quello venuto fuori,desolante e drammatico.

Schiavone ha  parlato di 5 milioni di persone che  sono morte e dovranno morire.

Si sta verificando,purtroppo,in Campania e non solo.

Al dolore che sentiamo si aggiunge la rabbia.

Rabbia contro gli uomini e le donne della politica e delle  istituzioni che hanno fatto finta di non vedere,hanno segretato gli atti,le dichiarazioni dei pentiti  e che ancora oggi non stanno facendo niente.

Gente che bisognerebbe trascinare  con le catene ai piedi davanti ai tribunali e farli marcire in galera.

Ed invece niente!

Qualcosa noi abbiamo cominciato a fare appena dopo aver sentito a Giugliano il Dr.Marfella che ha dichiarato che a 35.000 denunce non sarebbe  stato alcun seguito.

Con la madre del ragazzo malato ieri sera abbiamo messo a punto una strategia di attacco.

Alla ripresa autunnale  partiremo con  un intervento in Parlamento e poi verrà il resto.

Bastardi !

Assassini!

 

 

IlFattoQuotidiano.it / Mafie / Camorra

Camorra e rifiuti, il boss Nunzio Perrella torna a collaborare con i pm: “Quelli che ho denunciato sono ancora attivi”

 

Camorra

A 24 anni dal suo pentimento, ormai uscito dal programma di protezione dei testimoni, il primo boss a parlare dei rapporti tra criminalità torna davanti ai magistrati. Dovrà chiarire anche il contenuto di due interviste al Fatto Quotidiano in cui raccontava di sue attività a Malagrotta e lo smaltimento nel Napoletano di sostanze tossiche

di Nello Trocchia | 23 maggio 2016

COMMENTI (6)

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Nunzio Perrella, primo boss pentito di camorra a raccontare i traffici illeciti di rifiuti, è tornato nuovamente a collaborare con la giustizia. Una nuova collaborazione esattamente 24 anni dopo il suo pentimento quando riempì pagine di verbali e consegnò ai pubblici ministeri, all’epoca pm era Franco Roberti, oggi capo della direzione nazionale antimafia, la celebre frase: “La monnezza è oro dotto’”. Una nuova collaborazione che si avvia dopo le rivelazioni al Fatto Quotidiano attraverso due interviste. Nella prima ha raccontato di aver scaricato con la sua impresa anche a Roma nella discarica di Malagrotta e nella seconda ha svelato luoghi dove sarebbero stati smaltiti illecitamente rifiuti tossici. Una rivelazione, quest’ultima, che ha dovuto ripetere e dettagliare davanti agli inquirenti. Colloqui che proseguono perché Perrella, seguito dall’avvocato Fernando Rossi, può tornare utile all’attività dei pubblici ministeri della distrettuale antimafia di Napoli, coordinati dall’aggiunto Giuseppe Borelli. I racconti di Perrella potrebbero servire per fornire riscontri, contribuire alla ricostruzione e approfondimento di piste investigative in indagini ancora in corso sui trafficanti di veleni.

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