Il convegno ad Aversa del 26 novembre

Forse, se il Dr. Catello Maresca fosse stato presente, come era stato programmato, nella manifestazione organizzata ieri 26 novembre a d Aversa per la presentazione del suo libro “ L’ultimo bunker”, il dibattito si sarebbe concentrato ed esaurito sulle modalità di cattura di Michele Zagaria e basta.

Il PM della DDA di Napoli non ha potuto parteciparvi per sopravvenuti impegni.

I magistrati antimafia, soprattutto in un territorio impegnativo e delicato qual’è la Campania, non sono mai in grado di programmare con rigore i loro impegni personali in quanto all’ultimo minuto possono essere assorbiti da imprevedibili fatti che li costringono a disdire gli appuntamenti.

E’ così e per noi è quasi normale.

Certo è che il libro è stato presentato lo stesso dal coautore, il giornalista che ha intervistato Maresca ed il dibattito che ha preceduto la presentazione è stato ampio, variegato, stimolante, perché ha toccato tutti gli aspetti della lotta alle mafie.

C’è stato un interessante confronto fra il Sindaco di Aversa ed il nostro Segretario in relazione agli impegni assunti dall’Associazione Caponnetto su quel territorio.

Dobbiamo dare atto al Sindaco di aver manifestato un’ampia apertura nei nostri confronti, come pure avvertiamo l’obbligo di ringraziarlo per le parole di stima e di apprezzamento da lui pronunciate nei confronti dell’Associazione Caponnetto.

Cercheremo, dopo l’apertura di uno sportello di ascolto che abbiamo creato in loco in collaborazione con l’avvocato Antonio Parisi di “Camminando nel sociale”, di dare il meglio delle nostre energie, ovviamente nei limiti delle nostre possibilità che, a dire il vero, sono molto limitate in quanto, considerate anche le specificità del territorio, non disponiamo, al momento, di risorse umane locali disposte ad esporsi.

La nostra serietà ci impedisce di assumere impegni e di creare speranze che superino i confini delle nostre possibilità.

C’è, comunque, da parte nostra l’impegno a seguire con particolare attenzione i fatti, possibilmente a prevenirli, offrendo alle forze dell’ordine ed alla magistratura locali, così com’è nostro costume, quel bagaglio di notizie che riusciremo a raccogliere anche da parte di cittadini anonimi che dovessero rivolgersi allo sportello nostro e degli amici dell’avvocato Parisi.

L’intervento nel dibattito del nostro segretario si è snodato sulla direttrice delle dinamiche dell’azione di contrasto alla criminalità organizzata di stampo mafioso.

Dinamiche che debbono svilupparsi non solo sul versante dell’aggressione al livello basso della camorra, come comunemente si tende a fare in altre regioni e, soprattutto, nel Lazio, ma, in particolare, a quelle “zone grigie” che costituiscono il vero substrato dell’organizzazione criminale e, cioè, le aree politica soprattutto ed anche quelle economica e sociale.

E’ un grosso errore-ha detto il Segretario della nostra Associazione- criminalizzare la Campania definendola tout court “terra di camorra”.

C’è la camorra ed essa rappresenta sicuramente il territorio dove questa ha la sua roccaforte, ma c’è la parte sana della popolazione campana che è la prima vittima della camorra.

Però i cittadini perbene campani hanno il dovere di reagire più di quanto abbiano fatto finora, organizzandosi, strutturandosi in associazione, rafforzando quelle già esistenti come la Caponnetto la quale non si limita a fare retorica ma che, al contrario, raccoglie notizie, indaga e gira il tutto alla magistratura inquirente antimafia.

Il silenzio e l’inerzia aiutano la camorra.

E’ stato, quello di Aversa, insomma, un convegno positivo, abbastanza partecipato e, quel che più conta, che ha messo a confronto sindaco e consiglieri con le associazioni antimafia

Al sindaco di Aversa abbiamo proposto di far proprie le soluzioni da noi elaborate ed

esposte nel Documento contro la corruzione e le infiltrazioni mafiose negli Enti Locali presentato ufficialmente nel recente convegno a Frosinone.

Ci ha promesso che le valuterà con particolare attenzione.

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