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Il Convegno a Frosinone di venerdì 20 marzo.

Frosinone,  il voto di scambio killer silenzioso della democrazia.

Se gli gli amministratori pubblici non si servissero della corruzione per governare le città e i cittadini non giustificassero i corrotti allora potremmo anche fare a meno di un convegno sul voto di scambio.

Invece bisogna cercare sempre chi si oppone ad uno stato del genere e rompe il muro del silenzio senza la paura di offendere i disonesti.

Il mondo dei mafiosi spesso comunica attraverso le porte girevoli con il mondo delle persone normali, spesso frequentano le stesse chiese delle loro vittime e pregano lo stesso dio, sono in pace con se stessi e si ritengono addirittura buoni cristiani.

Chiunque voglia iniziare l’attività politica senza approfondire questo costume antico che ha pervaso la nostra mentalità, non sarà mai un buon governante perché non avrà gli elementi-chiave per capire l’evoluzione della nostra società.

In Italia i misteri dello Stato sono stati incardinati sulle operazione occulte dei servizi segreti e delle associazioni eversive che hanno incrociato gli interessi mafiosi e anzi hanno trovato il supporto strategico dalla loro organizzazione territoriale. La tolleranza diffusa della corruzione endemica è il frutto di una linea politica che si avvale di questa “normalità” culturale per sfruttare il voto di scambio e il consolidato sistema clientelare. Il magma scomposto, violento e sotterraneo della corruzione si aggira minaccioso, nascosto e trasfigurato dai comportamenti timidi, impacciati e qualunquisti di coloro che negano l’esistenza della mafia.

Il marciume della disonestà e della collusione si fa strada con il disimpegno e la stupidità dei tanti che sostengono che la politica è altra cosa rispetto all’etica e alla moralità.

I sodalizi tra pezzi delle istituzioni , con amministratori lascivi, tecnici inetti, impiegati venduti e imprese spregiudicate, hanno indebolito lo Stato rendendolo preda dei comitati d’affari e delle associazioni criminali.

La politica si tira sempre fuori dalle responsabilità, ammette qualche errore ma grida allo scandalo se qualcuno mette in relazione la mafia con il potere dei partiti spesso alimentato dal voto clientelare che utilizza i soldi per accrescere il potere e per costruire il consenso.

Lo Stato ha i soldi che vengono erogati tramite l’approvazione dei progetti, l’affidamento degli appalti e la realizzazione delle opere, passaggi delicati vincolati a regole in teoria ferree ma che tuttavia vengono raggirate ed eluse perché la mafia sta nei palazzi, ricatta gli incapaci e gli inetti, quelli che stanno sulle poltrone non per merito ma per raccomandazioni e per garantire il malaffare e l’illegalità.

Un amministratore pubblico ha il dovere di sostenere le associazioni e i “giusti ed onesti servitori dello Stato” che sono ancora le tracce visibili di uno Stato che è nato per fare il bene dei cittadini, che testimoniano con il lavoro quotidiano la legalità e la giustizia e che si oppongono con le idee e con i fatti, ai tanti imbroglioni e sepolcri imbiancati che si vedono tuttora aggirarsi nei palazzi e frequentare i salotti che contano.

Venerdì 20 marzo a partire dalle ore 16.00 presso la VILLA COMUNALE di Frosinone, ci sarà un convegno sul tema “Voti di scambio”.dopo i saluti dell’Associazione “Antonino Caponnetto” tramite il Segretario Nazionale Elvio Di Cesare , del Vice Segretario Andrea Cinquegrani e del Sindaco di Pastena Arturo Gnesi seguiranno quelli dell’associazione “ci vediamo in provincia” con la portavoce Ilaria Fontana. Tra i relatori ci saranno Ferdinando Imposimato, Magistrato emerito Corte di Cassazione, Antonio Esposito, Presidente Sez.Penale Corte di Cassazione, Ilaria Calò, magistrato DDA Roma, Alessandro D’Alessio, magistrato DDA Napoli, i membri della Commissione parlamentare antimafia Luisa Bossa e Michele Giarrusso e per finire l’intervento di Elio Lannutti, già Senatore della Repubblica. Coordinerà i lavori la giornalista Rita Pennarola de “la voce delle voci”