Il “contesto”. Qualora lo si voglia!

Analizzando bene i fatti, conoscendo le realtà e le persone, sapendo le toponomastiche dei luoghi, si possono intravedere tante cose.

E ricostruire le possibili connessioni, le alleanze, le contiguità.

E le responsabilità.

Fare la lotta alle mafie, al plurale, richiede tutto ciò.

Richiede di non limitarsi al fenomeno in quanto tale, al singolo soggetto, alla singola persona.

Richiede la capacità di saper leggere il contesto, di saper ricostruire il tessuto.

Perché è da questo che si può risalire a quell’area zuccherosa che consente alle mafie di proliferare, di espandersi incontrastate.

L’area dei colletti bianchi, dei fiancheggiatori insospettabili, delle persone cosiddette perbene che magari vengono anche alle manifestazioni antimafia ma che poi sotto sotto sono d’accordo con le mafie e fanno affari con esse.

La borghesia mafiosa, quel ceto che ti trovi davanti ogni giorno, nelle aule consiliari, negli uffici, nella società.

Analizzando bene i risultati di talune indagini fatte dai Carabinieri in una realtà del sud pontino e che tengono banco in questi giorni ci sono apparsi evidenti taluni elementi che, se approfonditi, potrebbero dar luogo a spunti investigativi, qualora lo si voglia, a nostro modo di vedere estremamente interessanti.

Il “ contesto” del quale parlavamo e che noi abbiamo costruito da tempo e che siamo pronti a condividerlo con chi di dovere.

Qualora lo si voglia…

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