Il Comunicato ufficiale dell’Ufficio Stampa nazionale dell’Associazione Caponnetto in merito alla vicenda Bardellino

oma, 6 agosto 2015

 

comunicato stampa

 

Secca risposta della Caponnetto ai tentativi di intimidazione a mezzo stampa in merito alla inquietante vicenda Bardellino

 

«Non è nemmeno immaginabile che un’Associazione antimafia come la Caponnetto, da sempre impegnata nel fattivo sostegno alle Dda per il contrasto al crimine organizzato, possa ritrovarsi dentro pastoni giornalistici malconfezionati, o montati ad arte con lo scopo di indebolire la rilevante azione di raccolta dati e denuncia della nostra Associazione antimafia, che in  quindici anni  ha consentito di mettere a segno decine di importanti operazioni contro il crimine organizzato, nel basso Lazio ed oltre».

Durissima, la posizione del segretario nazionale della Caponnetto Elvio Di Cesare, in merito alle notizie apparse nelle ultime ore su alcuni organi di stampa a proposito della fantomatica associazione “di polizia” fondata da un fratello del boss Bardellino e sgominata dalle forze dell’ordine.

«Come nostro modo abituale di agire – tuona ancora Di Cesare – abbiamo segnalato agli inquirenti tantissime  situazioni riguardanti soggetti o situazioni, sul territorio laziale e campano, di possibile collegamento con i clan camorristici. Fenomeni peraltro dilaganti, come è ormai sotto gli occhi di tutti, ma che proprio le nostre ripetute segnalazioni  hanno spesso contribuito a far emergere».

Va detto che l’incessante attività della Caponnetto e delle decine di volontari che ad essa collaborano – fra cui giornalisti investigativi ed esponenti di alte istituzioni dello Stato – viene portata avanti attraverso una attenta e continua raccolta di documentazione, poi puntualmente consegnata agli inquirenti. Tale opera viene poi completata con la pubblicazione, sui social network e sul sito ufficiale, degli articoli  di stampa maggiormente significativi, anche al fine di svegliare dal torpore l’opinione pubblica e di suscitare la massima attenzione degli investigatori.

«Se oggi, come apprendiamo dal Messaggero, la Procura di Cassino ha messo a segno questa operazione contro la sedicente organizzazione fondata addirittura da un Bardellino – incalza il segretario Di Cesare – questo probabilmente lo si deve anche al contributo dell’Associazione Caponnetto che  ne aveva dato notizia sul suo sito.». «Pertanto – è la ferma conclusione – non accettiamo da nessuno lezioni né confusioni, tanto meno da organi di stampa che hanno appeso al chiodo da tempo il giornalismo investigativo sul fronte dell’Antimafia. Un fronte che oggi rischia sempre più spesso di essere inquinato dai tentativi dei mafiosi di fiaccare le esperienze più concrete e significative, come del resto abbiamo documentato nella recentissima relazione della Caponnetto su questo tema consegnata pochi giorni fa ad esponenti della Commissione Parlamentare Antimafia».

 

 

Ufficio stampa Associazione Antimafia Caponnetto

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