Il “caso particolare” di Pietro Di Costa,Testimone di Giustizia in terra calabrese

COSA SIGNIFICA ” E’ UN CASO PARTICOLARE”?

LA TRISTE STORIA DI PIETRO DI COSTA ,TESTIMONE DI GIUSTIZIA,IN QUEL DI VIBO VALENTIA.

VOGLIAMO DEFINIRE O NO IL PROBLEMA DEI TESTIMONI DI GIUSTIZIA,CARO MINISTRO DELL’INTERNO?

“E’ un caso particolare”.

Così sarebbe stato definito ,al Ministero degli Interni ,quello di Pietro di Costa,Testimone di Giustizia di Vibo Valentia,il quale,appena quale settimana fa,si é incatenato,insieme ad Ignazio Cutrò,davanti al Viminale per protesta contro il trattamento riservato a lui ed a tutti gli altri Testimoni di Giustizia.

Noi siamo andati quel giorno ad esprimergli la solidarietà dell’Associazione Caponnetto ed abbiamo ascoltato con le nostre orecchie gli impegni assunti a favore di questa nobile categoria dai Senn.Giarrusso del M5S e Lumia e Bubbico del PD,quest’ultimo,poi, riconfermato nella carica di V.Ministro degli Interni.

Ed ora aspettiamo che alle parole seguano i fatti.

Di Di Costa – peraltro V.Presidente dell’Associazione Testimoni di Giustizia – conosciamo la storia ,oltre che le gravissime difficoltà di vario genere che egli sta attraversando insieme alla sua famiglia.

Già titolare di un Istituto di Vigilanza,egli si é trovato in mezzo ad una strada,abbandonato da uno Stato ingrato,dopo aver denunciato

e fatto arrestare gli aguzzini che volevano strozzarlo.

Senza lavoro,senza alcun aiuto economico,con una protezione limitata alla sola sua provincia da parte della Polizia Provinciale,egli non ha nemmeno la possibilità economica di andare qualche volta a trovare la sua famiglia ,la quale, per ragioni di sicurezza, vive lontana dalla propria terra.

Più volte egli é venuto nella Capitale per esporre la situazione in cui si trova sia al Ministro Alfano che al V.Ministro Bubbico.

Lo ha fatto anche,qualche mese fa appena,quando davanti al Viminale Gennaro Ciliberto stava facendo da 40 giorni lo sciopero della fame.

Quella sera – chi scrive era stato con loro fino ad una certa ora – addirittura fu prelevato,ammanettato,insieme a Gennaro Ciliberto,e portato per il fotosegnalamento e la ripresa delle impronte digitali presso il Centro ioni.

Un comportamento disdicevole ed assurdo ai danni di chi ha esposto la vita personale e quella dei suoi familiari al servizio dello Stato di diritto e della Giustizia (quella con la G maiuscola).

Vogliamo definire o no questo “caso”.Ministro Alfano,anche se “particolare”?????????????????

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