“Il caso Genchi”: un libro da leggere

Il Caso Genchi, libro sull’uomo che intercettava i potenti

Giovedì 17 dicembre, c’è stata la presentazione del libro di Edoardo Montolli, “Il caso Genchi”.
Alla presentazione sono intervenuti Marco Travaglio – ne ha curato la prefazione –  e Antonio Di Pietro. Gioacchino Genchi è stato consulente per diverse procure d’ Italia, il suo lavoro consiste nella gestione delle intercettazioni telefoniche dei diversi casi investigativi e  ad assemblarle per i magistrati competenti.

Il suo ultimo incarico fu l’indagine controversia con il nome “Why not” di De Magistris. Decide di collaborare alla stesura di questo libro “perché è doveroso raccontare al paese la struttura della tela del potere che l’indagine di De Magistris stava facendo emergere, proprio per questo fu sollevata dal legittimo magistrato – e aggiunge – sono stato isolato e messo da parte quando molti nomi importanti stavano saltando fuori, sono stato accusato di spionaggio dallo Stato, quello stesso Stato che ho servito per più di 20 anni”.

Marco Travaglio nel suo intervento, racconta che “era il 24 gennaio 2009 quando il presidente del consiglio, Silvio Berlusconi, enunciò che a breve ci sarebbe stato uno scandalo di enorme proporzioni, mai visto nella storia della repubblica italiana’, sostenendo che proprio Genchi aveva spiato negli anni più di 350 mila italiani. Peccato che ‘intercettare’ sia il suo lavoro e che lo ha sempre svolto tramite mandato delle procure”.

Secondo il giornalista, ci fu una grandissima campagna diffamatoria nei confronti del consulente, perché “sapeva troppo” e perché era pronto uno scandalo “dalle proporzioni di tangentopoli del 1992”.
Anche Di Pietro conferma questa tesi, sottolineando che “sarà sempre più difficile per un magistrato svolgere il proprio lavoro. L’intreccio tra politica, mafia e affari che nel lavoro di Genchi trova riscontro, sta logorando il nostro paese”.
Il libro, un volume di oltre mille pagine, riassume i misteri che negli ultimi anni hanno attraversato l’Italia. Il temuto “archivio Genchi” emerge attraverso le parole di Montolli, il quale sostiene di averlo scritto, perché si occupa di storie di “infamia”: “È la cosa più brutta, frutto di scambi d’interesse tra i poteri all’interno del paese – e conclude – spero venga letto da molte persone, perché l’emarginazione di Genchi aveva il solo scopo di coprire tutte queste verità”.
Veronica Altimari

(Tratto da L’Unico)

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