iL “CASO FONDI”, un caso del quale non si vuole che si parli più

Qualcuno è arrivato a definire il lavoro della Commissione di accesso al Comune di Fondi –commissione costituita da Ufficiali dei Carabinieri, funzionari della Polizia di Stato, Prefetti ecc. – una “ patacca”.
Qualcuno ha definito  questi  servitori dello Stato ed i magistrati che hanno indagato sul “caso Fondi” addirittura “ pezzi deviati dello Stato”.
Se non è  vera e propria eversione questa!!!
In un Paese normale sarebbero bastate le parole lasciate scritte dal Capitano Fedele Conti  –  l’ ex Comandante della Compagnia della Guardia di Finanza di Fondi morto  con un colpo di pistola in caserma  appena un paio di mesi dal suo  insediamento – per mettere a soqquadro una città, una provincia, una regione ed una caserma.
Un colpo di pistola non sentito da alcuno.
“Mi sento incartato”, che significa,   secondo noi, non mi sento libero di indagare.
Lo stesso comportamento del governo centrale di fronte alle cose scritte dalla Commissione di accesso, dal Prefetto di Latina, da un’altra Commissione nominata dal Ministro dell’Interno per verificare  quanto aveva accertato e scritto la prima Commissione, dallo stesso Ministro dell’Interno che per due o tre volte ha chiesto,   in sede di riunione del Consiglio dei Ministri, lo scioglimento dell’Amministrazione comunale di Fondi, in un Paese normale sarebbe  stata  considerata, sempre in un Paese NORMALE materia per deferire quel governo per tradimento dei propri doveri  al Tribunale dei Ministri e all’Alta Corte di Giustizia.
Questo, in un Paese NORMALE, ripetiamo !
Ed invece, TUTTI ZITTI.
Un po’ di sceneggiata, per buttare fumo agli occhi degli allocchi, e tutto il lavoro fatto da magistrati, Polizia, Carabinieri ecc, considerato a mo di un pannolino mestruale, è stato buttato nella pattumiera.
Questo, in poche parole, è il “caso Fondi”, un caso nazionale su cui si vuole far scendere un silenzio tombale.

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