Il “caso Fondi” per noi è solo iniziato e niente affatto chiuso

E’ difficile analizzare compiutamente il “caso Fondi” e comprendere le ragioni per le quali si è arrivati alla situazione a tutti nota e solo in parte evidenziata.

C’è stato – e permane – il tentativo da parte di taluni,tutti da individuare,di attribuire le responsabilità di tale situazione ai magistrati che hanno deciso l’assegnazione al domicilio coatto sul territorio di soggetti estranei al tessuto cittadino e provenienti da altre aree geografiche del Paese.

Un’interpretazione,un po’ interessata,peraltro comoda,che non tiene conto dell’evoluzione del fenomeno mafioso sul territorio che va analizzato,al contrario,in maniera più approfondita.

Il discorso non riguarda tanto il comportamento di quei soggetti,quanto,soprattutto,le implicazioni e gli sviluppi di quelle presenze e l’incidenza che esse hanno avuto sul tessuto locale,soprattutto   per quanto riguarda la creazione di una rete di interrelazioni e di probabili  complicità e coperture.

E’ il passaggio che ci interessa di più.

E partiamo da quanto rivelato  in un vecchio  rapporto dei Carabinieri di Cefalù laddove si parla di un incontro che  si sarebbe svolto in una villa di Fondi fra un imprenditore del sud pontino ed elementi  sospettati di appartenere ad organizzazioni della Campania e della Sicilia per dirimere alcune contese all’epoca in atto in quest’ultima regione.

Fondi già all’epoca si rivelò come una sorta di terra franca nella quale si trattavano questioni che interessavano più organizzazioni di più regioni del Paese.

L’avvenimento,non noto a molti,non fu valutato attentamente e,ciò che è più grave,fu evidentemente analizzato dagli addetti ai lavori in modo scollegato con il quadro generale.

Un’analista attento si sarebbe dovuto soffermare sul significato di questo messaggio e sul modo come esso sarebbe stato percepito da taluni: Fondi vista come luogo nel quale si sarebbero potute affrontare e risolvere alcune questioni che riguardavano territori diversi.

Una sorta di punto di incontro e di cabina di regia.

Non è stato così,purtroppo,con tutte le conseguenze immaginabili ed inimmaginabili che ,ovviamente, non possiamo trattare su questo sito.

L’invasione ha avuto inizio con  la diffusione del  convincimento che sul territorio sarebbe stato possibile fare tutto ed il contrario di tutto.

Tutto;zona franca,appunto.

Ma ci sono altri due aspetti che non sono stati studiati affatto:

-i bigliettini lasciati dal Capitano Conti ed il loro significato;

-il mancato scioglimento dell’Amministrazione comunale.

I bigliettini del Capitano.

In essi c’è una denuncia forte della gravità e della complessità della situazione.

Perché il Capitano  Conti si è sentito “incartato”?

Perché?

E da chi??????

Quest’ultima domanda è forse la più inquietante.

Il magistrato e gli investigatori avrebbero dovuto scavare a fondo,pur in mezzo alle probabili difficoltà che hanno incontrato, per  fugare le nebbie ed i tanti dubbi che si sono addensati sull’evento luttuoso.

E lo stesso senso di fastidio che noi avvertiamo quando ci azzardiamo a continuare a parlare di esso,ci dà la sensazione di aver scoperto un nervo teso.

C’è,poi,da capire bene “cosa” ha impedito al  governo centrale di sciogliere,malgrado i dettagliati rapporti  del Prefetto,del Ministro dell’Interno,senza considerare quelli degli investigatori,l’Amministrazione comunale.

Cosa” e “chi”.

Ripetiamo:

gli investigatori ed i magistrati hanno fatto quello che potevano,ma c’è un “qualcosa” che va oltre i risultati delle indagini svolte.

Un “qualcosa” che è tutto da scoprire.

Intanto cominciamo a domandarci come si sia potuti arrivare ad una situazione così radicata e complessa.

Perché gli organismi competenti locali non hanno saputo interpretare nei decenni l’involuzione della situazione?

Incapacità? Impreparazione?

E perché non vengono sostituiti?

Perché,a fronte di tali deficienze,non è stato adottato alcun provvedimento e tutto continua ad essere come prima?

Senza responsabili,almeno sul piano oggettivo!

Non è di certo questa la sede  per approfondire certi aspetti che richiedono discrezione in quanto,soprattutto,si tratta di percezioni non supportate da riscontri.

Dubbi,solamente dubbi.

Ma ciò significa che c’è molto,ma molto ancora da scoprire.

Ecco perché noi sosteniamo che il “caso Fondi” sia solo iniziato.

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