Il “caso Fondi” non è chiuso. Anzi, è appena aperto

LO STIAMO DICENDO DA TEMPO: IL “CASO FONDI” NON E’ CHIUSO. ANZI, E’ APPENA APERTO. LE INDAGINI FINORA SVOLTE HANNO APPENA MESSO IN LUCE UNA SITUAZIONE ALLUCINANTE CHE VA ESAMINATA FINO AL FONDO

Non facciamo come al solito si fa in Italia fermandoci alla superficie.

Le indagini finora svolte dalla DIA, dal Comando Provinciale dei Carabinieri e dalla Questura di Latina e dai corpi centrali delle forze dell’ordine hanno messo in evidenza appena una parte della situazione esistente sul territorio.

La gente indagata, i clan individuati, sono tutti là e, se sono vere le voci secondo cui sarebbero in corso operazioni di acquisti di terreni sulla fascia costiera e sul tratto Sperlonga-Fondi da parte di soggetti sospetti di origine campana, vuol dire che nulla è cambiato.

L’Amministrazione comunale, rieletta dopo i noti fatti con un gran numero di vecchi amministratori, dia un segnale di volontà di riscatto costituendosi parte civile nei processi in corso.

Ma c’è un altro segnale importante che lo Stato deve dare per ridarsi una credibilità che ha voluto perdere con la scellerata decisione del Consiglio dei Ministri di non voler sciogliere per mafia l’Amministrazione fondana, così come avevano chiesto il Prefetto di Latina ed il Ministro dell’Interno.

La riorganizzazione delle forze dell’ordine locali.

Esse vanno potenziate e vanno sostituiti i vertici e quella parte del personale che sta a Fondi da decine di anni,.

Va, insomma, tutto l’impianto investigativo locale e con la massima urgenza.

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