Il caso Fondi ed il radicamento delle mafie in provincia di Latina e nel Basso Lazio

“Occorrono rinforzi”, titola in questi giorni un quotidiano, interpretando male il nostro pensiero a proposito del comportamento delle forze dell’ordine a Fondi ed in provincia di Latina.

E’ esattamente l’opposto di quello che noi pensiamo sulla base delle nostre conoscenze e delle nostre analisi.

Noi riteniamo che di forze dell’ordine ce ne sono ed anche fin troppe in provincia di Latina.

Il problema è diverso e riguarda la qualità delle indagini. Punto.

In provincia di Latina – ed a Fondi in particolare – è mancato e manca un lavoro di intelligence.

La causa? Non la sappiamo e non la vogliamo sapere. Noi stiamo ai fatti ed i fatti parlano chiaro. Se su Fondi, come in altre situazioni, non avessero lavorato la DIA, i ROS e altri corpi speciali e le DDA non solo di Roma, ma anche di Napoli, Reggio Calabria ecc. non saremmo arrivati a capo di niente. Questa è la realtà. Perché nessuno ne vuole parlare???

Ecco perché noi abbiamo chiesto e chiediamo una sostituzione dei vertici locali delle forze dell’ordine che si sono dimostrati finora assolutamente inadeguati nell’ affrontare una situazione drammatica qual’è quella esistente a Fondi e sull’intero territorio.

Ci sono da Terracina fino al Garigliano ben 400 finanzieri e più, con un “ gruppo” a Formia ed un reparto di “baschi verdi”. Abbiamo chiesto e chiediamo, senza ottenere risposta, come questi sono stati finora utilizzati e “quante” verifiche patrimoniali sono state effettuate.

L’altro giorno, durante i lavori della Commissione Sicurezza della Regione Lazio riunito per discutere in ordine alla presenza mafiosa sul territorio di Civitavecchia, abbiamo ascoltato con un senso di angoscia le dichiarazioni di un membro di quella Commissione -un consigliere regionale di destra-che ha detto testualmente “ la mafia è un problema militare” Nessuno lo ha ripreso.

Per noi la mafia è, al contrario, un “problema politico” perché è la “politica” responsabile-talvolta direttamente – della sua proliferazione e del suo insediamento.

Quando noi da anni stiamo denunciando che la Procura della Repubblica di Latina non ha svolto un’azione incisiva, relativamente alle sue competenze, nell’azione di contrasto delle mafie e chiediamo la sostituzione dei suoi vertici; quando leggiamo quanto hanno scritto i PM della DDA che hanno coordinato le indagini dell’operazione “Damasco” a proposito del comportamento dei loro colleghi di Latina i quali avrebbero rubricato fatti di natura mafiosa come fatti di criminalità comune; quando noi vediamo che tutto quanto è stato detto e scritto anni fa in occasione dell’operazione “ Formia Connection” durante la quale vennero fuori dalle intercettazioni nomi di esponenti politici ed ancora non si arriva alle imputazioni; quando noi vediamo che non si fanno indagini patrimoniali sull’”origine” dei capitali e si affronta il problema mafia solamente da un’angolazione di “ordine pubblico” dimenticando il fatto che ormai la mafia è “impresa”; quando vediamo che a livello politico mai nessuno, fatta qualche rara eccezione, si è reso autore della richiesta di una ispezione, di una commissione di indagine sulle omissioni dell’apparato investigativo e giudiziario locale; allora vuol dire che il problema è più complesso e delicato.

Lo abbiamo detto, lo abbiamo ripetuto sulla stampa e sul nostro sito web, che è l’intero tessuto economico, sociale, politico, culturale ed istituzionale che va rivisitato e ricostruito.

A Fondi ed in provincia di Latina si è consolidata, proprio per le carenze politiche, una cultura mafiogena che porta moltissime persone ad accettare quasi questa situazione.

Il ruolo dei partiti, almeno quelli democratici, non è solo quello di amministrare e di amministrare bene, senza interessi di parte e trasversalità affaristiche, ma anche quello di saper disegnare un modello di società che sia confacente agli interessi economici, umani, civili della collettività. Essi hanno assolto a tale obbligo?

Il “caso Fondi” è solo una goccia nell’oceano.

Secondo noi il discorso non riguarda solamente “scioglimento sì, scioglimento no”. Questo è riduttivo e deviante.

Il Governo, se non vuole essere accusato di collusione con le mafie, prima o poi, dovrà sciogliere l’Amministrazione di Fondi. Parlano le carte e le prove sono schiaccianti.

Ma il problema della mafia è risolto con lo scioglimento?

A Fondi, come in provincia di Latina, se i soggetti restano gli stessi, lo Stato allontana dal nostro territorio servitori solerti e coraggiosi come il Presidente del TAR Bianchi, il colonnello dei Carabinieri Rotondi, il Prefetto Frattasi e quant’altri, possiamo affermare che il problema mafia sarà stato risolto con lo scioglimento dell’Amministrazione?

Resterà, dopo lo scioglimento dell’Amministrazione di Fondi, lo stesso livello di attenzione da parte delle Segreterie dei Partiti democratici che c’è ora sul problema mafia?

E perché non si vuole comprendere che il problema mafia di Fondi è un problema di carattere generale che, oltre a Fondi, riguarda Terracina, Sabaudia, San Felice Circeo, Formia, Gaeta, Minturno, Latina e così via???

Le mafie, quella criminale, ma soprattutto quella dei “colletti bianchi”, degli uomini della politica, delle istituzioni, delle professioni ecc. , non ha confini.

Siamo sicuri che, dopo lo scioglimento dell’Amministrazione di Fondi, tutti coloro che oggi stanno o dicono di stare al nostro fianco in questa battaglia continueranno a starci?

Elvio Di Cesare

Presidente regionale Ass. A. Caponnetto

www. comitato-antimafia-lt. org

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