Il “caso Fondi” e la morte del Capitano Fedele Conti

QUALCOSA SI MUOVE: IL “CASO FONDI” E LA MORTE DEL CAPITANO FEDELE CONTI

Maroni dice sì allo scioglimento del consiglio comunale di Fondi.
Il ministro dell’Interno Maroni ha inviato al consiglio dei ministri la
richiesta di scioglimento del consiglio comunale di Fondi per infiltrazione
mafiosa come richiesto circa sette mesi fa dal Prefetto di Latina dopo gli
accertamenti effettuati dalla Direzione distrettuale antimafia.
Evidentemente sono emersi relazioni e intrecci pericolosi tra le varie
organizzazioni criminali nazionali e pezzi del potere politico nonché
minacciose contiguità tra questi e il mondo affaristico –imprenditoriale.
Il capitano della guardia di finanza Fedele Conti, nostro concittadino,
appena giunto nell’estate del 2006 a comandare la locale caserma di Fondi,
in
poco tempo aveva già capito di come, sotto l’apparente quiete cittadina, ci
fossero attività illegali che non trovavano nelle istituzioni una resistenza
adeguata per impedirne lo sviluppo e la lenta crescita. Con la sua
esperienza
e professionalità, nonché con l’integrità morale e l’umiltà di tutti i
servitori dello Stato stava cercando una strategia adeguata per imbrigliare
gli
affari e dipanare tutte quelle situazioni che lasciavano proliferare il
sistema
mafioso tra l’indifferenza e l’assuefazione di molti.
Aveva probabilmente capito che era difficile dividere il mondo in due parti
tra il bene e il male e probabilmente se fosse stato aiutato e non lasciato
solo, poco a poco avrebbe isolato il malaffare e i burattinai che ne
tiravano
le fila.
Non è accaduto così, le cose sono andate diversamente e nel mistero di una
notte della tarda estate ha posto fine alla sua esistenza lasciando un
ultimo
messaggio che quando saranno fugate paure e complicità, e verranno palesati
altri fatti, sicuramente questo appello sarà chiaro nella sua drammatica
verità.
Ora a distanza di un paio di anni dopo che l’affaire “Fondi” è diventato un
caso nazionale e tutti gli organi di stampa ne hanno dato notizia,
aspettiamo
che il consiglio dei ministri assolva alla richiesta avanzata dall’onorevole
Maroni e al capitano Fedele Conti sia dato l’onore che merita.
Sia vinta la cultura dell’indifferenza e del disimpegno che caratterizza in
parte sia la società civile e in parte la chiesa e soprattutto la politica
torni ad occuparsi della legalità e dei rapporti tra imprenditori ed
amministratori locali perché una così ramificata e diffusa presenza delle
mafie
espone a rischi elevati tutte le amministrazioni locali.
A Pastena è stato difficile se non impossibile parlare di questo caso, gli
amministratori non ne hanno voluto mai sapere nulla, anzi hanno fatto in
modo
che ci venisse sanzionata una multa di 620 euro, che il giudice di pace ha
revocato, e poi il sindaco addirittura ha denunciato alla Procura di
Cassino
il sottoscritto dopo aver ne pesantemente delegittimato l’opera svolta.
Anche
il tribunale di Cassino ha dato torto al sindaco de Angelis perché il fatto
non
sussiste.
Ora, a parte questi piccoli misfatti locali, la storia di Fedele Conti
torni
ad essere raccontata nel modo che lui vorrebbe, senza proclami, senza
esagerazioni, senza trionfalismi ma con l’attenzione al sacrificio di un
uomo
che anziché piegarsi al sistema ha sacrificato la sua vita per lo Stato.

Pastena, 3 aprile 2009
Gnesi Arturo

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